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GALAPAGOS
Ultimo Paradiso Naturalistico
di Laura Salvaterra - Cigv Italia

In tutto il mondo, l'arcipelago delle Galapagos (che significa tartarughe), formato da 13 grandi isole, 6 piccole e 42 isolotti, è famoso per il patrimonio faunistico, che non ha uguali e che non teme l'uomo: si può, infatti, nuotare con i leoni marini ed i pinguini, guardare le sule dai piedi azzurri che depongono le uova, incuranti dei visitatori od osservare una testuggine gigante, di almeno 200 kg. mentre faticosamente si trascina in mezzo ai cactus, cercando anche di non calpestare le iguane che corrono qua e là sulla lava. La fauna ha veramente dell'incredibile ed il paesaggio è desolato, vulcanico, di una bellezza inquietante. Le Galapagos d'altronde sono un paradiso in forma di inferno, dove perversità ed innocenza si attraggono, in uno scenario di lava nera ed inospitale. Iguane di orribili sembianze, ma dal comportamento indolente, fringuelli vampiri che succhiano il sangue di tranquille sule, femmine di poiana che si accoppiano con 3-4 maschi alla volta... Si ha voglia di parlare di Eden! E' come se la spietata logica della selezione naturale avesse indotto comportamenti od aspetti terribili in apparenza, ma in realtà solo necessari.
Altre bellezze strane delle Galapagos? I piccoli pinguini, alti 40 cm, che il Niño del 1982/83 e quello del 1997/98 decimarono, scaldando a 30 gradi il mare ed uccidendo i pesci, loro nutrimento (un cinico direbbe che questi pinguini se la sono cercata, decidendo di abitare all'Equatore anziché in Antartide).
Le uniche iguane marine del mondo, piccoli dragoni in miniatura usciti dal film Jurassic Park, che brucano per lungo tempo alghe sott'acqua e poi recuperano il calore corporeo stese sulla roccia lavica nera surriscaldata dal sole, mentre soffiano nuvole di brina salata dalle narici.
E, poi, i cormorani che bevono l'acqua salata e non volano. Gabbiani che volano solo di notte. Fregate, i cui maschi gonfiano i grandi palloni rossi sotto il becco per attirare in amore le femmine. Simpatiche sule dai piedi azzurri, le cui danze di corteggiamento paiono uscite da un cartoni di Walt Disney. Molto scherzosi e giocherelloni sono i leoni marini, che si divertono molto a nuotare insieme al turisti.
Lontana dal resto del mondo, ogni isola ha sviluppato alcune specie di vegetali ed animali tanto uniche da apparire quasi assurde. Su dieci rettili, nove esistono solo qui, ma il vero mistero è come vi siano arrivati i progenitori. Secondo la più diffusa tesi, nel giro di un milione di anni fa, qualche zattera di tronchi e liane, scesa nell'Oceano Pacifico durante le piene dei fiumi, avrebbe centrato i puntolini di lava emersi 1000 chilometri più ad ovest. Ma se anche così fosse, attaccata alle zattere doveva esserci una femmina gravida che, sopravvissuta alla traversata si era arrampicata sulle taglienti lave e subito trovato nutrimento. Le probabilità statistiche sono ben basse.
E allora? La risposta forse è scritta nei venti del Pacifico. Forse ci vorrebbe un altro Charles Darwin che, durante la sua visita compiuta nel 1835 rilevò le differenze di becco di 13 specie di fringuelli e notò modifiche simili in altri gruppi di animali. Aggiunte a molte altre, tali osservazioni portarono alla pubblicazione nel 1859 di “On the Origin of species”, un libro che ebbe un fondamentale ruolo e che tuttora è il cardine del moderno pensiero biologico.
Sì, le Galapagos esistono ancora. Un anno fa il mondo rimase con il fiato sospeso: dei tanti attentati subiti da quando nel 1535 il vescovo di Panama Tomas de Berlanga scoprì l'arcipelago, questo era il peggiore. Improvvisamente però un vento anomalo spazzò via la chiazza oleosa che la petroliera Jessica aveva lasciato a San Cristobal, facendo dire a qualcuno che forse Dio c'è e che aveva voluto dimostrarlo proprio dove Darwin concepì la teoria più ostile all'idea di una Creazione divina.
L'integrità delle Galapagos è però messa in pericolo giornalmente dai pescatori di frodo, dai mammiferi introdotti dall'uomo, da 60.000 visitatori annuali, dagli abitanti stessi cresciuti in 40 anni da 1000 a 20.000 unità, da politici e militari corrotti, dai rifiuti e dal cemento, da quel flagello periodico che è la calda corrente del Niño, dai cinesi che ritengono afrodisiaci certi organi sessuali delle otarie e continuano a distruggerle. Insomma, nell'arcipelago è continua battaglia e lotta.
Tutti noi dobbiamo unire le nostre forze per difendere questo paradiso così selvaggio ed irreale, che altrimenti andrà inesorabilmente perduto.