Quando non c'era la fotografia 
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Album: Impressioni d’Arabia

Iniziamo subito con un tema abbastanza attuale: nel 1817 un editore di Milano, Carlo Bertone allora in via Santa Margherita via che ancora oggi esiste nei pressi del Duomo, al numero 1128, pubblicò un’ opera dal titolo “ Quadro geografico-fisico-politico-storico di tutti i paesi del mondo in più volumi illustrati da “ carte geografiche e rami”. Abbiamo ora sottomano il IV vol. dedicato ad “Arabia col golfo arabico e persico” di cui presentiamo alcune immagini interessanti di genti e costumi e luoghi dei quali sentiamo molto parlare in questi tempi e che molti di noi conoscono. E’ interessante e curioso notare come i viaggiatori di allora ma forse anche quelli di oggi, tendessero alla deformazione in chiave soggettiva di quanto vedevano, dettata in funzione del loro mondo culturale di provenienza, cosa che oggi la fotografia, particolarmente l’istantanea, in parte riesce a correggere. Al lettore, o meglio, a chi guarda, il compito di valutare. Inizia il racconto:”La penisola d’Arabia, posta in mezzo fra l’Africa ed il rimanente dell’Asia, ha per confine al sud est,una parte dell’Oceano Indiano, e dalla parte opposta il Mediterraneo se non vi si frapponesse la Siria…………….”
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Album: Dalle Aleutine alla Groenlandia

A ponente dell'entrata di Cook si prolunga la grande penisola d'Alaska, vicino alla quale è situata l'isola o meglio l'arcipelago di Kodiak o Kietak..... Dall'estremità di questa penisola si estende una catena sottomarina che verso levante si dirige alle coste del Kamtsciatka. L'arcipelago formato dalla sommità di questa catena sottomarina, disteso in molti gruppi di isole, costituisce le Aleutine, dette dagli indigeni Chao o Aleutine e dai Russi Negho"..... . Così il Ferrario, nel sua opera in quattro volumi sull'America, edita a Firenze nel 1826, ci introduce ad un percorso lungo il settentrione del continente americano fino alla Grenlandia, percorso che vi racconteremo per immagini attraverso alcune delle incisioni su acciaio che risalgono agli anni a cavallo del '700-800 e che ci sembrano particolarmente interessanti. In quegli anni il continente americano iniziava ad assumere una sua fisionomia nuova con la nascita degli Stati Uniti d'America, pur essendo ancora terra da scoprire ed oggetto di numerose esplorazioni.
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Album: Popoli d'Oceania

"L'Oceania o quinta parte del mondo, è posta fra l'Asia, l Africa, l'America e l'Oceano Glaciale senza alcuna relazione coi tre continenti indicati.... L'Oceania è un semenzaio di isole grandi e piccole, sparse alla superficie d'un vasto mare, le une lussureggianti di vegetazione, le altre squallidamente infeconde, la maggior parte protette da banchi di corallo, contro a cui le navi vengono a rompere.... " Così ha inizio il testo del geografo N. Dally, professore a Parigi, che il Cavaliere Luigi Cibario, nel 1851 ha tradotto in italiano in una collana di testi su "Usi e costumi di tutti i popoli del mondo" e stampato in Torino . Da questa opera traiamo una selezione delle belle tavole (intagli) che presentiamo qui in "Immagini- prima della foto" sulle popolazioni di questo immenso continente che allora si faceva iniziare dall' Indonesia fino all'Australia.
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Album: i diari di Cook

Dai diari dei viaggi attorno al mondo, del famoso navigatore J. Cook, dal 1772 al 1780 con le due corvette Ressolution e la Decouverte di trecento tonnellate, vivacemente raccontati dal Cook stesso riportiamo qui qualche tavola disegnata da abili disegnatori che il comandante stesso aveva voluto con sè nel percorso durato così tanti anni e con tante vicende che lui stesso racconta. Le tavole sono riprodotte dal libro pubblicato a Parigi dalla Societè Bibliophile in vari volumi da William Smith alla fine del '700. Le riproduciamo così senza commenti lasciando alla fantasia dei visitatori del sito l'interpretazione.
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Album: Gli USA a fine 700

"Scompaiono i diacci (così il geografo Malte Brun scriveva nella sua Geografia Universale), si diradano le nebbie, spiegano gli alberi vigorosi i loro rami, copronsi le campagne di più abbondanti ricolti. S'occupa l'uomo a costruirsi abitazioni e città, a soggiogare la natura, a squarciare il seno alla terra. Odesi già dovunque un batter d'accetta, un rumoreggiare di fucine; ardono le vetuste foreste, e segna l'aratro profondi solchi sulle loro ceneri; sorgono templi e palagi poco lunge dalla selvaggia capanna. Siamo già nell'America Confederata, su quella sagra e beata terra di libertà, rifugio da più di due secoli degli esuli che fuggirono all'intolleranza politica e religiosa delle isole Britanniche e delle altri parti d'Europa". Siamo alla fine del 700 e gli Stati Uniti sono già una realtà. Eccone alcune immagini di allora tratte dall'opera di Giulio Ferrario del 1827 "Il costume antico e moderno di tutti i popoli".
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Album: Canada

Sempre dall'opera del Ferrario dalla quale abbiamo tratto le immagini del Nord America e degli Stati Uniti presentiamo qui nove inciioni sul Canada. Inizia il Ferrario: "Il Canadà, che dopo la pae del1763 appartiene alla Gran Bretanniaa, è situato fra il 65 grado circ 30 minuti, ed il 99 di langitudine ovest di Parigi, e fa il 43 e 49 grado di latidudine nord. Esso ha la Nuova Galles meridionale e la nuova Bretannia od il Laqbradoral settentrione; si estende da levante a ponente, dall'isola di Anticosti, nel golfo di S.Lorenzo, fino al lagoUinepek. Unqa linea t5ortuosa che comincia presso a poco dal lago dei Boschi e attraversa il lago superiore, il lago di huro, il lago Heriè, il lago Ontario ed il fiume S.Lorenzo.... fino alle montagne d'Albany."
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Album: Gente del Brasile

Il Brasile dell'800 nell'opera del Ferrario, gia da noi citata in altre “immagini”. Il Vespuccio, (dice il Ferrario in una sua nota), di ritorno dal suo secondo viaggio per esaminare questo paese caricò i suoi vascelli di un legno rosso atto alla tintura. Per il suo colore simile a quello della brace, bresil divenne il nome della regione di provenienza, il paese dell’Amazoni, e poi di tutto il grande paese, il Brasile. Riproduciamo qui alcune illustrazioni che il Ferrario riporta per commentare i suoi racconti su questo paese e che noi troviamo particolarmente piacevoli ed interessanti, consoni ai fini di questa nostra rubrica “Prima della fotografia”. Ci piace segnalare che Google nella voce “Giulio Ferrario” ha già riportato questa nostra rubrica e ciò ci conforta nei nostri sforzi in tal senso.
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Album: Perù nell'800

Quando gli spagnoli arrivarono in Perù e non sapevano come chiamarlo, domandarono ad un Indio come loro chiamassero quel luogo e l'indio rispose con il nome "VIRU" con una parola di antica lingua prencaica che indicava il fiume della zona . La pronuncia spagnola notoriamente poco portata alla lettera V deformò la parola in PERU'. Questo divenne il nome dell'intero paese che si estende per gran parte lungo l'Oceano Pacifico con alle spalle la grande cordigliera delle Ande che anch'essa deve il suo nome ad una parola peruviana "Anti che significa "rame"e che indicava una catena montagnosa nei pressi di Cuzco Qui riportiamo alcune belle immagini ancora tratte dall'opera di Giulio Ferrario sull'America che a sua volta le aveva riprese da opere di grandi viaggiatori esploratori come Humboldt e Bonpland. Sono immagini interessanti ed anche assai attraenti dal punto di viste estetico e che come al solito ci danno una idea di come si interpretassero con occhi europei mondi così diversi.
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Album: Montagne d'Europa nell'800

Proponiamo questo servizio di immagini, foto storiche, potremmmo chiamarle, che riportiamo dal catalogo di una mostra aperta presso il Museo della Montagna di Torino, per gentile concessione del direttore del Museo stesso, l'architetto Aldo Audisio, nostro socio. "Ventidue fotografie per una mostra di rilievo. Pochi scatti di grande valore storico, che ci riportano alle origine della fotografia sulle Alpi e sulle altre montagne d'Europa, negli anni compresi tra il 1853 e il 1868. Diciassette di queste foto sono state acquisite di recente da un collezionista privato, grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e andranno ad arricchire ulteriormente l'Archivio Fotografico del Centro di documentazione del Museo Nazionale della Montagna, uno dei più importanti fondi al mondo in questo settore." Ne riportiamo un'ampia selezione e nel guardarle non possiamo non pensare alla attrezzatura dell'epoca, alle macchine al cavalletto, da portare su in alto e alle pellicole o lastre in uso. Ringraziamo Aldo Audisio per averci concesso di mostrarle ai nostri visitatori.
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