Architettura 
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Highlight for Album: Yemen
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Album: Yemen

Yemen, sulla Via carovaniera dell’incenso, di Ovidio Guaita. Nel regno della regina di Saba, nell’Arabia felix della Via dell’incenso e del caffè di Mokha sopravvive il medioevo islamico. I gabilis, gli agili guerrieri tribali, continuano a girare armati, tutti i maschi adulti masticano il qat, le foglioline che fanno sognare e ancora molte strade del centro storico di Sana’a sono in terra battuta. Ma soprattutto, dietro le altissime barriere costruite dai palazzi cittadini, dietro le case torri che si affacciano sulle anguste e buie stradine è un mondo incantato, inimmaginabile dalla strada, fatto di orti e giardini lussureggianti, grandi quanto piazze. Palme, fichi, agrumi e soprattutto vegetali. Sono tante le verdure commestibili, ordinate in aiuole rettangolari che – assieme agli alberi da frutto – scandiscono e danno ritmo e simmetria a questi spazi informi delimitati dal caotico sorgere delle case circostanti. Sono aree a disposizione degli abitanti, una sorta di orti-giardino pubblici, o meglio, aperti agli abitanti dell’isolato. Così, anche in città dove le uniche macchie verdi paiono essere quelle dei vetri policromi delle case più eleganti, varcata la soglia giusta si scopre un mondo nuovo. E per chi è abituato a questa terra affascinante ma anche arida e rocciosa, immergersi in un’oasi verde è sicuramente di grande conforto. La costruzione degli edifici è molto particolare: avviene mediante giustapposizione di piani realizzati con pietre, mattoni cotti o crudi, talvolta anche utilizzando il pisè (amalgama di argilla e paglia). La decorazione, abbondante intorno alle numerose finestre (fregi, grigliati, partiture, motivi geometrici o simbolici), è in calce bianca e lega gli elementi compositivi della facciata. Oggi lo Yemen è ancora immerso nel Medioevo, forse qualche telefonino trilla qua e là ma l’atmosfera, specie fuori da Sanaa, è rimasta immutata. Forse non ancora per molto.
Last change: 07/14/10
Contains: 39 items.

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Album: Srinagar

Srinagar (Kashmir), di Ovidio Guaita. Ovidio Guaita, da appassionato studioso di giardini in tutto il mondo ci invia queste foto dei luoghi che, in questi tempi per motivi politici non sono certo facilmente accessibili ai viaggiatori: i giardini Moghul a Srinagar sul lago Dal in Kashmir. I sovrani moghul solevano passeggiare negli ombrosi giardini che si erano fatti costruire nel lontano Kashmir, dove il clima era mite tutto l’anno e l’acqua abbondava. A fare da scenario naturale erano i monti del Karakorum con le loro cime innevate. Dopo la fine dell’impero moghul la regione è rimasta fuori dai grandi giochi politici divenendo meta di viaggiatori colti che vi si recavano alla scoperta delle sue bellezze, naturali e architettoniche. Poi è stata la volta del turismo di massa negli anni Ottanta e Novanta. I giardini si sono conservati, e ancora adesso dal lungolago di Srinagar si sale a questa decina di luoghi magici. Non va trascurato poi il lago stesso con le sue house boats. Gli inglesi, che amavano questa zona per il suo clima simile a quello della madrepatria, tra Otto e Novecento ambivano a costruire sul lago residenze di villeggiatura. Il maharaja locale però emise un editto che vietava agli stranieri di possedere terreni. Ecco quindi che le imbarcazioni divennero case legali a Srinagar. Sono in legno, decorate con pannelli traforati, e dotate di ogni confort. Oggi sono a disposizione dei viaggiatori e fornite con il personale di servizio. Naturalmente vi è anche l'ottimo Intercontinental Hotel, ricavato nel ex dimora del maharaja. Anche qui vi è un giardino, questa volta in stile occidentale e con una superba vista sul lago.
Last change: 06/22/10
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Highlight for Album: Oman
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Album: Oman

Oman, le fortezze dei sultani, di Ovidio Guaita. Ancora bellissime immagini del nostro socio Ovidio Guaita, non solo un viaggiatore, ma un osservatore attento di ciò che lo circonda, con un senso del bello e dell'immagine veramente notevole. Il profumo del sandalo accompagna la scoperta dei maestosi forti dell'Oman. Questo legno, importato via mare dalla colonia di Zanzibar, era utilizzato per mobili, porte e soffitti. Anche nel XVII, all'epoca di queste residenze fortificate, era un materiale prezioso e lo si alternava a quello di mango, altrettanto resistente ma meno bello. Come in pochi altri luoghi dell'Asia l'arrivo degli europei - i portoghesi prima, nel 1507, e gli inglesi nel secolo scorso - non influì granché nella cultura del paese che mantenne i propri usi e costumi continuando a ingrandire il proprio impero. In questa atmosfera vari sultani si fecero costruire spartane ma accoglienti dimore fortificate. Brani del Corano incisi nella pietra accompagnano la salita (e la discesa) delle scale, ovunque sono botole per far accorrere i soldati in difesa del sultano. Nonostante l’arredamento spartano – composto al massimo da tappeti, cuscini, mensole e cassapanche - l'impressione è comunque di opulenza. Le scale riservate al cavallo del sultano, gli acquedotti che portavano l'acqua per decine di chilometri per il bagno, gli infiniti accorgimenti per il condizionamento dell'aria, conferiscono a queste residenze un'atmosfera da mille e una notte.
Last change: 08/01/10
Contains: 27 items.

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Highlight for Album: Ville italiane dal cielo
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Album: Ville italiane dal cielo

La villa, di origine romana, da centro rurale e produttivo, con il Rinascimento diviene status symbol, irrinunciabile biglietto da visita per nobili e parvenus, che in tal modo suggellano il benessere raggiunto. Con il termine “villa” oggi ci riferiamo a una dimora a partire dal Quattrocento aulica, suburbana o extraurbana, commissionata da classi dominanti, o comunque agiate caratterizzata da una progettazione colta e raffinata. Questo reportage propone alcune tra le più interessanti e curiose ville italiane. Dalle prime ville fortificate alle grandi ville-fattoria, alle dimore di villeggiatura cinque-secentesche, fino a quelle neoclassiche ed eclettiche sorte tra il XVIII e il XIX secolo. E’ quindi una suggestiva carrellata tra le più belle residenze extraurbane della penisola da un insolito punto di vista : dal cielo. Ce lo suggerisce e propone Ovidio Guaita architetto, fotografo e giornalista e grande viaggiatore, naturalmente socio del CIGV, che sulle ville italiane ha recentemente pubblicato un bellissimo volume dal quale le foto che presentiamo sono tratte “La villa in Italia” edizione Bolis che consigliamo a chi fosse particolarmente interessato all’argomento.
Last change: 08/11/10
Contains: 27 items.

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Album: Le ville di Via col vento

Lungo il Mississippi, nello stato della Louisiana, annunciate da lunghi viali di querce ultracentenarie, sorgono le eteree residenze dei piantatori di cotone e di canna da zucchero. Qui, dove venne ambientato il celebre film tutto ricorda un'epopea che non è mai veramente tramontata, e le ville ne sono la prima e più tangibile testimonianza. Percorrere oggi la Great River Road, la strada delle piantagioni che costeggia il grande fiume, è ancora un piacere, una continua scoperta di un mondo che Rossella O'Hara ha ricordato ma che le candide e auliche facciate testimoniano ancora oggi, con i loro colonnati ionici di ordine gigante, i pronai conclusi dal timpano triangolare o le quiete verande, la cui pace è appena disturbata dallo scricchiolio delle sedie a dondolo. Tra Sette e Ottocento i piantatori della Louisiana erano i più facoltosi di tutta l'America e per le loro dimore elessero come modello lo stile classico greco, aulico e monumentale, filtrato dalle esperienze venete di Palladio evidenti nei loggiati su due piani o negli ampi frontoni sempre rivolti al fiume, fino a non molto tempo fa principale via di comunicazione. Ma non mancano timidi riferimenti vittoriani, soprattutto nelle grandi mansarde, individuate dai numerosi abbaini. E’ certo un cocktail di stili quello delle piantagioni del Mississippi, ben amalgamato però dal revival dell'architettura greca che riveste un ruolo fondamentale. Tutto attorno sono le querce, che hanno dato il nome a tante ville e che formano lunghi viali posti a collegare gli imbarcaderi alle residenze padronali. Le loro folte chiome creano un'atmosfera rarefatta e di grande suggestione, specie in autunno quando producono quelle caratteristiche cascate verdi che hanno contribuito a rendere famosa la zona e ne hanno da sempre caratterizzato l’iconografia.
Last change: 07/14/10
Contains: 27 items.


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