Frèjus, la Pompei de la Provence

di Baldassarre Giardina

 

Un po' di storia

Così negli anni Venti del secolo scorso lo storico e archeologo francese A.Donnadièu chiamava l'antica città romana di Forum Iulii. La città sorge a 1,5 km dalla costa su una collina situata tra i fiumi Argens e Reyran. Le prime tracce di antropizzazione risalgono al I secolo a.C., ma la città divenne fiorente e prospera solo sotto l'impero romano. Nel 49 a.C. Cesare aveva conquistato e distrutto la città e il porto di Massalia (od. Marsiglia), principale emporio dei Focei, il popolo greco che l'aveva fondata. Cesare doveva trovare alla Gallia Narbonensis, nome della provincia augustea, un altro porto che fosse romano a tutti gli effetti, ecco allora che, deviando il corso del fiume Argens, nel 42 a.C. Cesare (secondo altri Marco Antonio) fonda la colonia portuale di Forum Iulii, che da lui prende nome. La città, che diede anche i natali ad Agricola, venne costruita sulla sommità di una piattaforma di arenaria, alta oltre 30 m. nel suo massimo punto. Il porto, costruito mediante la sistemazione di una vicina laguna nella quale un canale di derivazione del fiume Argens serviva da scarico per evitarne lìinterramento, fu la principale base navale per le lotte contro Sesto Pompeo, erede di Pompeo Magno, ma ci mestiere pirata. Augusto incaricherà il fedele generale Marco Vispanio Agrippa (quello del Pantheon di Roma per intenderci) di potenziare il porto di Forum Iulii. La città portuale era diventata la principale via di comunicazione commerciale con la Spagna, essendo situata sulla strada che dalla penisola iberica giungeva ad Aix-en-Provence. Per proteggere il porto, un poligono irregolare di 22 ettari, oltre ad una possente cinta muraria, ancora visibile, furono costruiti due isolotti artificiali con funzione di cittadelle: la Butte St. Antoine, sulla quale nel IX d.C. si instaurerà una cappella dedicata a Sant'Antonio a sud-ovest, e la Plattforme, della quale resta davvero poco, a nord-est. L'entrata del porto, largo 80 m., era protetta da due torri collegate tra loro da una catena, delle quali rimane solo quella nota come Lanterne d'Auguste, a lungo ritenuta erroneamente il faro del porto romano (fig.1). La sua esigua altezza (10 m.), la mancanza di fori per una possibile scala esterna che aiutasse a raggiungere la sommità e l'assenza di stanza abitabili ha fatto capire che essa altro non era che un segnacolo di entrata al porto. Il faro vero e proprio era forse la più alta delle torri della Butte St.Antoine, oggi allo stato di rudere ma ancora in piedi per 25 m. di altezza in una zona abitata solo da contadini che ancora la chiamano "Le Phare". Vi si accede a piedi, percorrendo una piccola salita nei pressi del parcheggio pubblico des Abbatoirs, la via che conduce ai ruderi del faro romano corre parallela ad un binario ferroviario ed è quindi ben riconoscibile (fig.2). A partire dallo stesso parcheggio, a nord della Butte St.Antoine, si prende rue des Moulins e passando sotto il ponte della ferrovia si trova un bellissimo arco romano isolato (è possibile anche parcheggiare, entrata da rue Aristide-Briand). L'arco, parzialmente visibile poichè inglobato in un'abitazione privata, faceva parte delle terme romane del porto, in particolare era la zona del frigidarium, quella con le piscine di acqua fredda. Il monumento viene chiamato Port D'Oree, poichè a lungo ritenuto porta di entrata alla città. Sempre nella stessa zona furono individuate nel 1986 una darsena ed un ninfeo, delle quali è parzialmente visibile solo un lato della darsena, delle quali rimane una torre, visibile da un parcheggio.

Secondo recenti indagini il faro vero e proprio era collocato sull'isola Lion de mer, di fronte a Saint Raphael; se ne vede ancora una porzione ma c'è bisogno di un buon teleobiettivo perchè l'isola è privata e raggiungibile solo con mezzi propri. Il porto romano e con lui la cittè decadrè progressivamente dal regno di Marco Aurelio (II d.C.) per poi essere riutilizzato dal Medioevo (una prima notizia di una comunità cristiana si ha però a partire dal 374 d.C.) sino al XVII secolo. Abbiamo notizia di uan diocesi nel V d.C. ma nessuna notizia di abitazione tra VIII e X d.C. Oggi il porto di Frèjus è un delizioso paesino a 1,5 km. dalla città, noto come Port Frèjus (fig. 3): non mancate di visitarlo e di dare un'occhiata all'antica Frèjus da uno dei suoi ponti.

 

Altri monumenti di Frèjus

Moltissimi sono i resti romani ancora visibili in città: alcuni meno conservati come la Port de Gaule, la Port de Rome e la Plattforme (vi si accede da rue des Marsouins, arrampicandosi un pochino per un piccolo sentiero sull'avenue 15'-Corps-d'armèe), altri, invece, in buone condizioni come l'anfiteatro (I d.C.), capace di 10.000 posti, visitabile anche all'interno, tutti i giorni tranne il martedì, vi si accede entrando da rue Henri Vadon svoltando a sinistra presso il parco vicino al monumento ai caduti di Malpasset. Frèjus non è solo una città archeologica ma produce anche dell'ottimo vino; proprio nei pressi dell'anfiteatro, oltre Place Agricola, è l'ottima azienda vinicola La Frèjusienne, dove potete anche assaggiare gratuitamente il vino prodotto dall'azienda (è possibile anche parlare in italiano perchè la signora che gestisce l'azienda è sposata a un siciliano!).  Poche sono le vestigia del teatro romano, situato nei pressi della Clos de Tour, vi si accede dal Parking omonimo lungo la Ave du Theatre romaine ed è aperto tutti i giorni tranne il martedì. I sedili sono originali ma, come l'anfiteatro, viene utilizzato per spettacoli estivi. Nei pressi della cittadella della Plat-forme, a partire dall'Avenue du 15' remparts armèe si raggiungono le imponenti rovine dell'acquedotto romano (fig. 4), lungo 40 km., fino al villaggio di Mons, a nord di Frèjus, a 520 m. di altitudine Esso portava le acque dalla sorgente della Signole, nota come Neisson al punto più alto di Frèjus, il quartier du Moulèn à vent. Il modo ideale per visitare l'acquedotto è  girare a piedi per gli imponenti resti dall'Avenue du 15' remparts armèe, poi prendere la macchina e seguire il percorso indicato nelle principali guide archeologiche o provare a chiedere una mappa all'APT della città. Poco fuori dalla città sono parzialmente visibili due necropoli, una nota per un mausoleo a forma di torre circolare nota come La Tourrache, ad est la più antica necropoli di Saint-Lambert, situata poco dopo la Port de Rome, sul prolungamento del decumanus maximus. Non è invece vistabile la necropoli di Pavadou, scoperta durante scavi d'emergenza per la costruzione dell'insieme residenziale 'Le Lagon Bleu'.

La città medioevale

La Citè episcopale, o recinto della cattedrale, occupa due lati di place Formigè, centro della città medioevale, ma anche di quella contemporanea (il sabato è sede di un simpatico mercatino provenzale). Affianco al trecentesco Palazzo Vescovile (odierno Hotel de Ville) è la cattedrale della città di epoca medioevale con bellissimo portale in legno scolpito con scene del massacro saraceno La chiesa, di impronta gotica, sarebbe sorta su un precedente edificio religioso del X d.C., mentre le tegole romboidali che rivestono la guglia sono di epoca rinascimentale. Notevole è il chiostro: una serie di snelle colonne marmoree del XII secolo ruotano attorno al pozzo collocato al centro del giardino, sostenendo un soffitto trecentesco con pannelli lignei dipinti raffiguranti creature dellĠApocalisse, dei 1200 che si possono osservare, ne restano solo 400 originali. Di grande interesse sono i portali a livelli diversi (per simboleggiare la diversa statura spirituale dei battezzati) del battistero, costruito tra IV e V secolo d.C. Tutti questi ambienti si possono visitare gratuitamente. Proprio di fianco a questi edifici è il Musèe Arquelogique, spesso chiuso per restauri: al suo interno, oltre ad una bella ricostruzione del porto romano (vi faranno vedere anche un dvd), vi si conservano una bellissima statua bicefala di Mercurio (è anche il simbolo della città) e un bel mosaico in tessere bianche e nere con al centro un leopardo. Numerosi in città sono anche i resti della cinta muraria, la cui area è, talvolta, attrezzata a parcheggio (fig. 5).

La città moderna

Infine, potete concludere la vostra visita visitando la curiosa Pagode Hong Hien (ingresso gratuito), ancora oggi con la funzione di tempio buddista, situata a 2 km. da Frèjus all'incrocio tra la N7 per Cannès e rue Henri Giraud (bus n. 3). A 2 km. dal raccordo della RN/7, in rue du Cobattants d'Afrique du Nord è lo strano edificio della Mosquèe Missiri de Dejanne, simile ad un fortino, in stile africano occidentale con  all'interno murales  rappresentanti viaggi nel deserto disegnati in bianco su sfondo rosa scuro. Infine, se visitate la città in estate potete andare alla Galleria d'Arte Moderna di Frèjus, vicino all'uscita 38 dell'autostrada nella Zone Industrielle du Capitou (bus n.2 da Palce Vernet): non vi è una raccolta permanente, solo mostre temporanee. Se siete interessati a mostre temporanee di fotografia, potete andare al mediocre edificio noto come Ville Aurelienne (mar-dom 14-19) nel Parc Aurelienne, a nord di ave de l'Europe (bus n.4), potete informarvi sulle mostre all'APT.

Distrazioni dalla cultura per grandi e piccoli

Per chi ama gli animali c'è lo zoo dall'altro lato dell'autostrada del Capitou e il parco di divertimenti acquatici Aquatica (solo luglio-settembre) a destra della RN98 per St.Aygulf. Nello stesso parco c'è anche un cinema all'aperto, se volete qualcosa di più movimentato per i più piccoli nella stessa zona c'è anche un luna-park.

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Figura 1: Lanterna d'Augusto, segnacolo di entrata al porto romano (foto B.Giardina)

Figura 2: Butte St.Antoine, ciò che resta di un presunto faro romano, sullo sfondo il campanile del duomo (foto B.Giardina)

Figura 3: Port Frèjus, delizioso paesino a 1,5 km. dall'antica Frèjus (foto B.Giardina)

Figura 4: Il percorso dell'acquedotto romano di Frèjus, immagine da A.A.V.V., Frèjus Antique, Garamond

Figura 5: Frèjus, torre di cinta di epoca medioevale (foto B.Giardina)

                                                                                                                             

TESTO: Baldassarre Giardina, Archeologo, specialista in Topografia antica (Università di Bologna), Dottorando in Studi di Antichità, Medioevo, Rinascimento (Università di Firenze), operatore didattico presso il Museo Archeologico Nazionale di Parma.