Caraibi... in crociera!
di Marcello Sergio

Il fascino della crociera è indiscutibile: partire per mari lontani e sconosciuti ha sempre rappresentato per l'uomo un sogno da realizzare, proprio come fece Cristoforo Colombo!
E Colombo verrà spesso ricordato in questo diario di viaggio.
Per chi ha paura della nave, nessun timore!, le navi da crociera sono molto grandi ed il loro movimento in mare è pressocché impercettibile.
Il viaggio toccherà alcune isole dei Carabi orientali, tra le più conosciute e ricche sia di storia che di meraviglie paesaggistiche.
Si arriva nel tardo pomeriggio a Guadalupe, dove a Point a Pitre la nostra nave ci attende insieme ad una leggera pioggerellina (!), ma niente paura, nei giorni seguenti il tempo sarà fantastico!
Quindi... triplo squillo di sirena e si parte!
Dopo una notte di navigazione tranquilla arriviamo a St Marteen. Qui Colombo nel 1493, sbarcando, esclamò: "...cercavo le Indie, ho trovato il Paradiso terrestre".
L'isola è stata nei secoli territorio di conquista di olandesi, francesi, inglesi e spagnoli che presero nel tempo il posto delle popolazioni indigene degli "Arawak", dedite alla coltivazione e all'allevamento delle mandrie. Oggi l'isola è per metà francese e per metà olandese: due obelischi posti ai confini est ed ovest dell'isola ne ricordano la suddivisione che avvenne nel 1648.
L'isola è di origine vulcanica, ma il cambiamento di clima, più piovoso, degli ultimi anni, l'hanno resa ricca di vegetazione.
Rimangono ancora alcuni piccoli laghi che in passato servivano da saline.  Il centro cittadino più importante è Marigot, in territorio francese, con il Fort Luis che domina dall'alto.
Dal Forte è possibile godere di uno spettacolare panorama sulla baia con il suo porto, dove sono attraccate numerose barche e yacht.
Il centro cittadino è occupato in parte da bancarelle con prodotti di artigianato locale, ad uso e consumo dei turisti.
Dai punti panoramici più alti è possibile osservare le differenze di colori e contrasti tra il Mar dei Carabi da un lato (un blu con sfumature che si avvicinano al verde smeraldo) e l'Oceano Atlantico (un blu profondo ed uniforme).
Lungo le strade incontriamo qua e là alcune iguane che placidamente si riscaldano al sole.
 
 
 
 
La meta successiva è l'isola di Tortola che fa parte delle Isole Vergini Britanniche.
Gli spagnoli si impossessarono del territorio che fu degli indigeni Arawak e Siboney, ma l'abbandonarono per la mancanza d'oro. Successivamente fu territorio olandese ed inglese, spesso insidiato dai pirati. Dal 1966 l'isola divenne meta di investimento dei miliardari americani che ne hanno determinato la fortuna turistica di cui gode negli ultimi anni.
Il centro cittadino più importante è Road Town, ma l'aspetto più interessante dell'isola è quello paesaggistico. Facendo un giro dell'isola e salendo con strade tortuose nei punti panoramici più alti, si possono ammirare degli scorci fantastici: tutt'intorno vediamo isole ed isolotti con lembi di spiaggia candida (in alcuni punti, sembra ricordare la baia di Rio de Janeiro costellata di promontori che spuntano dal mare!).
Lungo il tragitto abbiamo modo di osservare alcuni colorati "murales" che ritraggono le tipiche attività locali di allevamento ed agricoltura.
Una delle spiagge più note è Cane Gaarden Bay, dove possiamo godere di un paradisiaco bagno in mare.
Lungo la strada per il ritorno, la nostra attenzione è attratta da un tipico locale "piratesco", dove è "obbligo" da parte degli avventori lasciare qualcosa di proprio. E sapete cosa vediamo in bella mostra?: slip e reggiseno lasciati evidentemente dalla clientela femminile!
 
 
 
La navigazione prosegue e ci porta all'isola di Antigua
Territorio dei Siboney e successivamente dei più bellicosi Arawak, l'isola fu definita "la porta d'accesso ai Carabi" ed è senza dubbio quella più ricca di storia. Da qui passò Orazio Nelson ed in sua memoria rimane il celebre Dockyard, un porticciolo ricco di attività commerciali ed artigianali. Il porto inglese ha una configurazione paesaggistica particolare, essendo protetto dalle colline retrostanti. Questo aspetto è ancora oggi importante, in quanto le barche ormeggiate nel porto possono resistere alla furia degli uragani stagionali essendo protette, grazie alle colline, sia dal vento, ma soprattutto dalle onde che si abbattono imponenti sul resto delle spiagge.
Una sosta su una di queste, con sabbia candida, colore del mare "blu caraibi", è quanto di meglio si possa fare sull'isola!
 
 
L'isola di St. Lucia è la più piccola di quelle visitate, con circa 180.000 abitanti, ma vanta nella sua recente storia ben 2 Premi Nobel: Sir Artur Lewis, Premio Nobel per l'Economia nel 1972 e Derek Walcott per la Letteratura nel 1992.
La caratteristica che colpisce immediatamente è la costruzione delle case lungo le pendici delle colline, su alti pilastri in cemento come palafitte dell'entroterra.
La sosta paesaggistica privilegiata è per osservare la celebre e suggestiva Marigot Bay, set cinematografico per numerosi film tra cui "Fire Power" e "Water" con Sophia Loren e "Il dottor Dolittle".
Caratteristico nella sua semplicità è il villaggio di pescatori di Anse-la-Raye, con la sua chiesa cattolica e la scuola elementare adiacente.
Ma un altro scorcio paesaggistico spettacolare ci attende!
E' quello dei Pitons, due  picchi montuosi che in prospettiva si sovrappongono tra di loro formando un'imponente "W" rovesciata.
A completare il giro dell'isola, è la visita al Giardino Botanico Diamond  con le sue piante tropicali, la cascata ed i bagni d'acqua minerale.
Arrivando a Guadalupe ci rendiamo conto che il nostro viaggio e la nostra vacanza volge al termine.
L'isola, territorio francese d'oltremare, fa parte delle Antille Francesi e con il suo aspetto "a farfalla" è suddivisa tra Grande Terre e Basse Terre. Anche su quest'isola passò Colombo che la battezzò Santa Maria de Guadaloupe de Estremadura, abbreviato poi in Guadalupe.
Sull'isola e' presente uno dei parchi piu' importanti dei Carabi ed il grande vulcano della Soufrière.
Larghe distese di piantagioni di canna da zucchero sono tuttora presenti sull'isola, famosa per il suo rum, ma anche per il maggior consumo di champagne di Francia!
Visitiamo la Cascata dei "gamberoni", il giardino botanico e presso una caratteristica fabbrica di rum,  dopo aver fatto una degustazione, decidiamo di acquistare una bottiglia di Maracudja, ottimo distillato di rum al gusto di passion fruit! (premiato con medaglia d'oro negli ultimi due anni).
Sulla strada di ritorno vediamo presso alcune abitazioni, in giardino, qualche pecora o vitello.
Ci viene spiegato che tuttora è tradizione regalare un piccolo capo di bestiame quando nasce un bambino (come il nostro fiocco da appendere alla porta!) e questa nota di dolcezza ci accompagna lungo la strada che ci riporta a Point à Pitre, al nostro aereo ed al termine della nostra fantastica crociera!