FRANCIA OCCIDENTALE
DAL MARE DI NORMANDIA AI CASTELLI DELLA LOIRA
 
    Un filo virtuale e sottile che comincia dal ponte che compare nella Gioconda, sopra la spalla di Monna Lisa, lega la terra di nascita di Leonardo da Vinci “L’uomo del Millennio”, alla valle della Loira. Leonardo, il geniale pittore, architetto, ingegnere e inventore, riposa dal 1519 nel castello di Clos-Lucé donatogli a Francesco I ove è possibile ripercorrere, nel parco annesso, le sue opere mirabilmente riprodotte ed assistere, ad Amboise, sua città adottiva, alle celebrazioni che ogni anno da giugno a settembre vengono organizzate in suo onore.
    Le cinque regioni dell’ovest francese, segnatamente, la Normandia, la Bretagna, la Loira Atlantica, la Valle della Loira e Poitou-Charentes rappresentano la Francia della convivialità, dell’arte di vivere, dei famosi castelli, della gastronomia più sfiziosa che va dai frutti di mare bretoni, ai grandi formaggi caprini di Poitou-Charentes al leggendario camembert normanno, ai vini da re della valle della Loira!
    La presentazione delle cinque regioni è avvenuta al Boscolo Esedra di Roma che, al ristorante La Frusta, ha dato il meglio di sé come piatti e servizio inappuntabile da vero cinque stelle super. L’incontro era stato preceduto, sempre a cura della Maison del la France rappresentata dal direttore Jean-Michel Harzic e dalle infaticabili Barbara Lovato e Francesca Minniti dell’ufficio stampa, dalla presentazione del volume “Valle della Loira” edito da Traveller della Condé Nast. È dall’inizio del 1400 che la Loira scopre la sua vocazione castellana grazie ai re Carlo VII e Francesco I che nell’arco di circa un secolo vi trasferirono parte della corte parigina restaurando e costruendo magnifici castelli-residenza quali Chambord, Azay-le Rideau, Blois e Chenonceau. Questo, situato a cavalcioni delle inquiete acque dell’affluente della Loira, il fiume Cher, deve la sua fama principalmente perché vi trovarono dimora dame importanti quali Caterina dé Medici e Diana di Poitiers che, l’una a destra e l’altra sulla sponda sinistra del ponte lo arricchirono di splendidi giardini e di un parco di alberi maestosi. Correvano gli anni dal 1513 al 1535. L’appellativo di “castello delle donne” è meritatissimo anche perché gli ampi saloni furono spesso teatro di grandi feste e di sfarzosi ricevimenti reali.
    Capolavoro del rinascimento francese e patrimonio dell’umanità, secondo l’Unesco, è il già citato castello di Chambord ricco di 440 stanze di un parco cinto di un muro di 32 km così da risultare il più grande insediamento boschivo recintato d’Europa. Ai castelli e fortezze di grande suggestione e magia vanno aggiunte le città storiche di grande richiamo come Orleans, Bourges, Tours e, non ultima, Chartres universalmente famosa per l’imponente cattedrale datata 1020/1194 e capace di accogliere tutti i diecimila abitanti dell’epoca. Dal romanico al gotico sono molteplici le originalità e i miracoli architettonici di una cattedrale che si staglia alta nel cielo con i suoi due campanili rispettivamente di metri 106 e metri 115. I monumenti di Chartres, oltre la cattedrale, sono tanti e si estendono fino ai confini della Normandia che, quest’anno, celebra i 60 anni dal famoso sbarco.
    Al patrimonio artistico delle cinque regioni fanno da eccellente corollario, la natura incontaminata, le opportunità di praticare ogni sorta di sport dalla semplice bicicletta alla navigazione fluviale, ma, soprattutto, di percorrere le vie del “gusto”, un reticolo di strade che offrono ad ogni angolo motivi di soste per rinnovate esperienze gastronomiche e di ospitalità.
    Il movimento internazionale dello “slow-food” che vuol tutelare il patrimonio agroalimentare trova, in queste regioni, prodotti di eccellenza per la prima età e per la terza e la quarta: tutte, in armonia, ritrovano serenità e vigore.
    Una sosta per un brunch a base di 6 ostriche, un caprino e un sorbetto di mela al Calvados nulla tolgono al prezioso tempo da dedicare alle visite culturali!
 Roma, Pasqua 2004
Ermanno Valori - CIGV Italia