Il nostro socio ed amico Pathak, del quale potete trovare nella sezione “profili” una sintetica biografia, ha tenuto il 6 novembre 2001 una conferenza, che gentilmente ci ha inviato su nostra richiesta.

India: ieri e oggi

Cari amici, avete fra di Voi un Indiano Bramino, che da quasi 40 anni è più Italiano che Indiano e di estrazione Inglese (anzi Britannica) perché tutti i Britannici non sono inglesi, i Britannici sono multi razziali. Pur vivendo da diverse generazioni con gli inglesi gli Indiani mantengono le loro radici culturali. Detto questo non aspettetatevi da me che le mie opinioni sull’India.
Parlare dell’India è molto complesso. Bisogna capire L’India antica per avere un’idea dell’India di oggi. Chi ha viaggiato in India avrà notato che gli Indiani in India sembra vivano nel Medioevo con strumenti moderni e a volte sofisticati ma che la vita quotidiana è permeata dall’antica cultura Dravidiana (i dravidiani erano gli originari abitanti dell’India ancora prima degli Ariani).
Troviamo quindi la misteriosa e antica civiltà dravidica e accanto a questa, in tutti i suoi livelli di evoluzione la grande civiltà Indo ariana venuta dal Nord ma che sviluppò in India la cultura sanscrita e che ancora oggi coesiste con le importanti vestigia delle influenze iraniche, greche, sciite, partiche, cinesi , tibetane, mongole, persiane, arabe ed europee.
Troviamo in India antiche forme di Giudaismo, sopravvivenze del primo Cristianesimo, i Parsi fuggiti dall’Iran islamizzato.
L’osservatore inesperto rimane sorpreso da questa profusione di razze , di lingue , di costumi diversi ed ha qualche difficoltà nello sbrogliare le fila di questa matassa ingarbugliata. Eppure uno studio più approfondito permette assai facilmente di ricollocare e di riconoscere le isole superstiti di epoche pressoché scomparse altrove, ma che qui si sono miracolosamente conservate e possono a volte gettare una straordinaria luce sulla storia di altre parti del mondo.
La cultura mussulmana fu in India in una posizione dominante per più di 1000 anni e caratterizza la storia dell’India di ieri e di oggi. I primi mussulmani provenivano dall’Arabia e dall’Afghanistan – Turkmenistan nel 8° e 9° secolo. Prima razziavano e saccheggiavano le città di frontiera e in seguito, nel 10° secolo cominciarono ad insediare un regime di Sultanato. Questi regimi coesistevano con gli stati Hindu, divisi e litiganti fra di loro e meno preparati militarmente; mentre i sultani Mussulmani, oltre ad avere un esercito compatto, avevano il supporto di altri stati mussulmani quali l’Iran, l’Afghanistan , l’Iraq e la Turchia.
L’Islam divenne la religione dello stato e si privilegiò i mussulmani , chi non era mussulmano veniva penalizzato e doveva pagare una tassa speciale chiamata JIZYA.
In queste epoche molti dei meno abbienti si convertirono all’Islam, molti dei loro discendenti sono rimasti in India ed hanno una cultura diversa dai Mussulmani di altri paesi.
L’invasione di TIMUR (un mongolo) che occupò in forma permanente il Punjab, insediò per la prima volta il potere Mongolo in India. Fu uno dei suoi discendenti BABAR che intraprese la conquista sistematica del Nord dell’India con l’intenzione di insediarvisi definitivamente. Gli imperatori che vengono chiamati i Grandi Mongoli o Moghul erano discendenti del secondo figlio di Gengis Khan e che aveva regnato sull’Asia Centrale e sul Turkmenistan ; ma all’epoca del loro insediamento in India il loro esercito era un miscuglio di Turchi e di mongoli. I Turchi Mongoli convertiti all’Islam furono uno dei motivi principali del trionfo della religione islamica nel mondo.
Essi stabilirono contemporaneamente la dominazione mussulmana in India e nel vicino oriente.
L’impero Moghul, iniziato nel 1500 terminò nel 1748 all’arrivo degli inglesi: l’ultimo dei Moghul che non aveva il titolo di imperatore, fu deportato dagli inglesi a Rangoon dove morì nel 1862.
Il 18° secolo ha conosciuto un risveglio del mondo Hindù contro la dominazione mussulmana, ma questo risveglio non ha preso la forma di una ristrutturazione della società gerarchica tradizionale.
Gli inglesi in India.
Cominciata con la Compagnia delle Indie orientali nel 1600 e che ottiene dalla Regina Elisabetta I il monopolio del commercio.
La Compagnia delle Indie stabilì il primo esercizio nel SURAT (Gujarat).
Con un trattato firmato nel 1661 Carlo II d’Inghilterra , che aveva ricevuto la città di Bombay con la dote di Caterina di Braganza, per appoggio Britannico ai portoghesi contro gli olandesi.. A Bombay fu trasferita la direzione centrale della Compagnia delle Indie e l’oggetto sociale della Compagnia fu ampliata nel 1657 autorizzando acquisizioni territoriali,.
Gli inglesi si organizzarono militarmente per propria difesa. L’influenza inglese si sparse rapidamente su tutto il territorio Indiano. Gli inglesi stipularono dei trattati non solo di commercio con e contro diversi stati indipendenti dell’India. Furono combattute diverse battaglie e quasi tutti i territori, dal Kashmir al Ceylon , alla Birmania e all’Afghanistan furono proclamati confiscati e annessi ai territori britannici. Un certo numero di stati conservò per lo meno nominalmente i loro sovrani e un’amministrazione indipendente. Gli altri stati vennero incorporati nelle province amministrate direttamente dagli inglesi. Così l’India si trovò divisa in due parti: le province inglesi e gli stati principeschi, ognuno governato da un sovrano indiano assistito da un residente inglese. Tutto questo dal 1600 al 1857.
La rapidissima espansione della dominazione inglese , che impose al paese delle concessioni amministrative e giuridiche molto differenti dalle tradizioni ancestrali, provocò dei sommovimenti spesso violenti e una serie di rivolte che sarebbe culminata nella rivoluzione del 1857 (nota come Indian Mutiny).
Gli insorti, mal coordinati persero terreno. L’effetto della rivolta fu profondo: legalizzò la conquista e l’imperialismo della corona Britannica. Dopo la rivolta, nel 1858 la Regina Vittoria dichiarò: “Gli stessi obblighi che ci legano a tutti i nostri altri sudditi ci legano ugualmente agli indigeni dei nostri territori dell’India.”Questo significò concedere all’India, come al Canada, una costituzione democratica per la gestione.
Nel 1885 fu ideato il Congresso Nazionale Indiano che successivamente divenne il referente e l’interlocutore tra il popolo e il governo per arrivare all’autonomia e all’indipendenza dell’India. In questo movimento furono incorporati tutti i partiti politici, religiosi e culturali.
Dal 1906 al 1937 avvennero diversi cambiamenti costituzionali. Fu allora che apparve sulla scena Gandhi che riuscì faticosamente a mettere diversi partiti politici e religiosi insieme per arrivare alla completa indipendenza dell’India.
Originariamente oltre ai vari partiti Hindù c’erano anche i mussulmani guidati dal loro leader MOHAMMED ALI JINNAH. Nel 1940 la popolazione dell’India, compresa l’attuale Pakistan e Bangladesh fu di 400 milioni di cui 100 milioni di religione mussulmana. JINNAH voleva uno stato indipendente per i Mussulmani, che era una assurdità, ma lo ottenne e chiamò questo stato Pakistan. Tutto questo costò diversi milioni di vite umane.
Il Pakistan, in lingua urdu, significa “terra dei puri “, fu un bengali mussulmano, che insegnava a Cambridge in Inghilterra ad inventarla. La lingua ufficiale del Pakistan è l’Urdu, che è una variante della lingua Hindi persianizzata. Si parla come l’hindi ma si scrive con l’alfabeto arabo. La realizzazione del Pakistan, facilitata dai Britannici per dividere l’India, fu proclamata il 3 Giugno 1947 e fu accettata dal congresso e dalla Lega Mussulmana.
Il Sind, il Beluchistan, la provincia Nord occidentale , il Punjab occidentale furono date al Pakistan. L’assurda creazione di un Pakistan formato da due regioni separate da 2000 Km di territorio Indiano sarebbe stato risolto più tardi con la secessione del Bengala e con la proclamazione di un Bangladesh indipendente nel 1971 . Mentre l’India conservava i principali centri industriali e il 95% delle stazioni idro-elettriche, il Pakistan non aveva che una sola città importante: Lahore. Karachi , come Dacca in Bengala, era un piccolo centro regionale ; inoltre, i mussulmani che si erano rifugiati in India, rappresentavano le classi professionali , commerciali ed anche quelle artigianali, mentre i mussulmani , che avevano abbandonato l’India per il Pakistan costituivano per la maggior parte la mano d’opera contadina. Il Pakistan fu costretto a impiegare un gran numero di vecchi funzionari britannici per fare funzionare la sua amministrazione. Oggi sono carenti di dirigenti e di organizzazione . L’alfabetizzazione non supera il 15%.
Il Pakistan orientale era un paese completamente differente sia per la sua lingua sia che per la sua cultura. Anche il Pakistan occidentale era formato da popolazioni assai diverse per lingua e per costumi. Nel Beluchistan si parlava sia il persiano che l’antica lingua dravidica il BRAHUI. Le turbolenti tribù della frontiere settentrionali parlavano il PUSHTU, come i loro vicini dell’Afghanistan , e già reclamavano la loro autonomia. Fin dall’inizio il principale problema del Pakistan è stato quello di trovare la sua identità per esprimere una costituzione accettabile : una prima assemblea costituente fu convocata nel 1950 (dopo la morte di MOHAMMAD ALI JINNAH , il suo fondatore che morì nel 1948 di tbc) ma non si riuscì ad arrivare ad un accordo. Le autorità religiose ritenevano che il progetto non fosse conforme alla legge Coranica.
Nel 1956 venne emanata una Costituzione , che fu poi sostituita e cambiata ben 3 volte e diverse volte sospesa. L’ultima nel 1999 ad opera del presente regime militare.
Fanno parte dell’Unione Indiana 25 stati e 7 territori. I stati godono di notevole autonomia. L’unione Indiana, il cui nome ufficiale è Bharat, è governata da un sistema parlamentare su modello occidentale , ci sono due camere parlamentari: una Bassa detta Lok Sabha (Camera del popolo) e una camera alta detta Rajya Sabha (consiglio degli stati ) . La camera bassa può essere sciolta per decreto presidenziale mentre non lo può essere la camera alta.
Ogni stato ha un suo governo e parlamento (l’Assemblea Legislativa. ) Il presidente viene eletto da due camere; le Assemblee dei singoli stati ogni 5 anni. Il Presidente non ha poteri effettivi ma solo funzioni di rappresentanza. Il vero potere è nelle mani del Consiglio dei ministri e diretto dal Primo ministro , nominato dal Presidente della Repubblica. Le Forze di polizia, il sistema didattico , l’agricoltura e l’industria sono di spettanza dei governi dei singoli stati. Altri settori sono amministrati dalle due camere, soprattutto la difesa, la politica estera, quella energetica e scientifica.
Tutti gli indiani adulti hanno diritto al voto. La forma costituzionale è di tipo federale ed è la più grande democrazia del mondo. Ha un legame associativo con il Commonwealth.
Dalla indipendenza nel 1947 la vita politica è stata dominata dal partito del congresso, diretto erede dal movimento nazionalista che ha guidato la lotta per l’indipendenza. Tutti forse conoscono i nomi di Nehru e di sua figlia Indira Gandhi e la sua nuora Sonia Gandhi che faceva parti del congresso.
L’India ha fatto notevoli progressi sia industriali che in agricoltura, ma per effetto della vertiginosa crescita della popolazione il paese è ancora rimasto povero. Nel 1901 L’India contava 236 milioni di abitanti che nel 1961 erano saliti a 439 milioni e nel 2000 a 1 miliardo. Ogni anno la popolazione aumenta di 16 milioni . Le infrastrutture non tengono il passo demografico.
Malgrado questo fenomenale problema demografico, l’economia è sana e gode di una reputazione internazionale di buona affidabilità.
L’India è costretta a spendere ingenti risorse per la sua difesa. Il cugino Pakistano, è un nemico storico e i recenti eventi che si sono verificati sia in Pakistan che in Afghanistan non lasciano molte scelte. L’India , pur essendo uno stato laico, tollerante di tutte le fedi e culture ha una popolazione di fede mussulmana quasi come il Pakistan se non di più. Questa realtà non la lascia molto tranquilla. L’India ha buone relazioni con altri paesi islamici come l’Iran , l’Iraq, l’Arabia , la Siria ecc. ma il credo dei non fedeli è dura a morire. L’India ha aderito alla teoria di globalizzazione ed ha liberalizzato il piano economico. Questo indubbiamente aiuterà a migliorare la sua economia , oltre 200 milioni , e cioè il 20% della popolazione ha un tenore di vita pari a quello occidentale e altri 400 milioni sono potenziali consumatori di beni di consumo comuni. Questa potenzialità governata da una classe dirigenziale intelligente in uno stato democratico e ricco di culture e di imprenditori e di intellettuali non lascia dubbi sulla crescita di questo paese.
Con queste considerazioni Vi lascio a sognare sull’India misteriosa che rimarrà sempre misteriosa anche agli stessi Indiani.