il potere del Kriss
di
Vanna Scolari Ghiringhelli
C’è un famoso vulcano sacro nell’isola di Giava, il Bromo (Brahma¯), con un cratere grande e profondo. Il suo respiro caldo esce da un lago sulfureo e sale lentamente verso l’alto. Sembra il soffio profondo che anima le vecchie cose dell’Indonesia, dalla piccola suppellettile ereditata al sacro gamelan Selunding che si dice sia venuto dal mare, dalla maschera del wayang agli orecchini di Sumba, i mamuli, collegati agli spiriti degli antenati e alla montagna quale loro luogo di origine, dal kain songket, tradizionalmente tessuto da donne di alta casta, al kris. Ed è proprio in quest’arma che l’Indonesia esprime il suo spirito in modo impareggiabile. Il kris ha delle caratteristiche molto speciali e ben definite per cui è sottoposto a classificazioni di ogni genere: secondo la lama diritta o a curve, secondo l’impugnatura, il pamor, la provenienza, i tipi di ferro usati nella forgiatura, il numero degli strati nella battitura, i ‘presentation kris’, i kris pusaka, ereditati, e così via. Tutti questi tipi di classificazione sono di capitale importanza per determinare la qualità di un kris, ma ve n’è uno che non rientra nei confini di una mente razionale di tipo occidentale le cui coordinate spazio-tempo, reale-irreale, visibile-invisibile sono ben lontane da quelle delle genti malesi dell’Arcipelago. Genti che credono , per precisione si dovrebbe dire ‘che credevano’, che l’uomo sia in costante contatto con le influenze cosmiche positive o negative che siano, e che hanno un punto di percezione molto diverso da quello occidentale che di solito è ristretto, standardizzato.
Qual è, dunque, questo tipo di classificazione? E’ quello che classifica i kris secondo il loro potere e cioè i kris tayuhan o kris sakti, dotati di spirito, di potere magico, tuah.
Ma che cos’è questo potere del kris, perché un kris ha potere e chi o che cosa lo produce?
Nell’Arcipelago si crede che il kris “contenga” qualcosa e che questo “contenuto”, isi, sia molto forte e possa costituire un vantaggio o un danno per il possessore. Questa credenza in realtà è tipica di molte popolazioni, dall’America all’Africa, dal sud-est asiatico, all’Oceania e si allaccia al loro modo di sentire le cose come pervase da una forza viva e misteriosa, da un’energia potente, da una corrente fluida che viene, in genere, definita con la parola melanesiana “mana”, lo spirito delle cose. Questa corrente scorre in modo particolare e in maggior quantità in certi oggetti i quali acquistano un potere speciale e un’aura di sacralità. Il kris è tra questi , ma il suo potere è straordinario perché arricchito da elementi sorprendenti che agiscono sulla lama, sull’impugnatura e sul fodero. Tutti insieme fanno del kris l’arma di più alto grado fra tutte le armi bianche del mondo. Ecco, molto in breve, quali sono questi elementi.
Il primo è il FERRO: il kris è fatto di ferro, possibilmente in lega con ferro meteorico che contiene nickel o titanio o di una lega di ferro e nickel, simile al ferro meteorico, pamor. Conosciamo l’importanza del ferro nelle civiltà antiche, sia perché considerato “caduto dal cielo”, il ferro meteorico, sia perché preso nelle viscere della terra e pensato come un embrione che matura nel seno della Madre Terra e che completa la sua maturazione nel crogiulo. Questa sua natura fa che esso abbia molto potere, anzi un doppio potere che trasferisce al kris: protegge dalle influenze nefaste, ma può anche essere il loro strumento. Il rispetto per questa qualità si è protratto a lungo ed infatti, fino a tempi abbastanza recenti, i re malesi custodivano fra le insegne reali un “pane sacro di ferro” che era circondato da una grande venerazione. Esistono - o esistevano - esperti che possono valutare le qualità di un kris dal tipo di ferro con cui è stato forgiato e cioè, il Winduadi un ferro di colore pallido con cristalli argentati in superficie, rende invisibili in battaglia; il Welangi, giallo verdastro, dà la possibilità di guadagnarsi la vita senza difficoltà; il Raja Besi concede la facoltà di farsi obbedire da tutti e così per tanti altri tipi.
Restando in argomento ferro, il secondo elemento è il PAMOR, non inteso come lega, ma come damaschinatura o marezzatura e cioè il disegno che risalta sulla lama, oppure come aggiunta dopo il completamento della lama.
Secondo il tipo di pamor un kris può avere un tuah, potere magico, buono o cattivo, fastidioso o difficile. Ad esempio, il pamor Udan Mas , pioggia d’oro, ha un tuah molto buono, tutti possono possederlo e rende ricchi; il pamor Adeg, un pamor verticale, allontana la magia nera, gli spiriti, il fuoco e gli uragani. Naturalmente si tratta di un pamor eccezionale, esclusivo e non tutti possono possederlo. Tra i pamor aggiunti, molto misterioso è il Kul Buntet che appare come una spirale sulla lama, ha lo scopo di proteggere da ogni malasorte e pericolo ed è molto adatto alle persone leali e fedeli. Ci si chiede se dietro al Kul Buntet ci sia la vastissima simbologia della spirale, simbolo cosmico per eccellenza, simbolo dei ritmi della vita, del carattere ciclico dell’evoluzione, della fertilità, ecc. ed anche del viaggio dell’anima dopo la morte….
Esistono poi pamor con potere malefico come il pamor Badeala, non precedentemente voluto dall’armaiolo. Il kris con il Badeala viene, in genere, buttato via o regalato a un museo. Se il proprietario non si sente di eliminarlo, deve allora immettere fra i suoi kris o nella sua collezione, un kris con un tuah molto buono che riesca a prevenire le influenze nefaste.
Il terzo elemento è l’EMPU, il maestro armaiolo. L’empu è il grande mago che sposa il ferro della terra con il ferro del cielo. Egli è colui che dota di spirito il kris e gli dà il vero potere magico, attraverso la sua forza mistica, attraverso il potere dell’ascesi. Prima di iniziare la forgiatura l’armaiolo si prepara con un periodo di ritiro in un luogo chiuso, pratica la meditazione - bersamadi -, brucia offerte, si concentra sulla preparazione del futuro lavoro e prega per ottenere la guida divina e degli antenati durante il suo svolgimento. Oppure, o anche, si ritira nella giungla o in una caverna dove digiuna e segue rigide pratiche ascetiche -bertapa-.
Il ritiro nella caverna ha sempre avuto un forte significato simbolico in molte tradizioni religiose perché la caverna è considerata come l’utero della terra e l’empu sa, inconsciamente, che un periodo di incubazione nell’utero della Madre Terra gli darà un’energia e un potere soprannaturali.
Le preghiere, le offerte e il silenzio si protraggono per tutto il periodo della forgiatura, soprattutto in due momenti particolari: il momento delicatissimo della tempra in cui il più piccolo errore può far torcere la lama a spirale rendendo vano tutto il lavoro dell’ armaiolo e nel momento in cui entra lo spirito nella lama e la rende un’entità vivente.
L’abilità e la conoscenza dell’empu si tramandavano di padre in figlio e, quasi sempre, i migliori armaioli lavoravano a corte. In tal caso diventavano nobili, erano esenti da tasse, potevano sposare fanciulle nobili ed erano trattati con la massima considerazione e deferenza. Gli scribi di corte registravano le genealogie degli empu, gli stili di ognuno di loro, le caratteristiche dei vari tipi di ferro, delle forme delle lame, dei pamor con i relativi poteri, le indicazioni e il rituale per conservare la lama. I fabbri-armaioli di Bali dispongono persino di una tradizione scritta in cui si narra della loro creazione avvenuta per intercessione del dio Brahma che diede loro la s´akti - l’energia, la forza mistica - necessaria per svolgere quell’attività.
Ecco dunque le tre componenti il potere del kris: la forza del ferro miscelato, pamor, la forza del pamor, nel senso di marezzatura della lama e la forza mistica dell’empu. A queste tre grandi componenti si aggiungono gli elementi magici propri della lama, dell’impugnatura e del fodero.
La Lama. Come accennato, può essere diritta, sarpa tapa, serpente in meditazione, o a curve, sarpa lumaku, serpente in movimento. Viene spontaneo ricordare il potere del serpente, grande dio delle tenebre, simbolo della vita del profondo, signore del principio vitale e delle forze della natura, spirito e signore delle acque del mondo sotterraneo, signore della fecondità, grande medico, e il Naga, il drago-serpente simbolo di potere nella vecchia Indonesia e il Naga, grande serpente cosmico, simbolo dell’eternità.
A volte, appena terminato, il kris veniva messo a contatto con le viscere e il cervello di un serpente, per aumentarne la forza magica e a Giava si usava tenere questi kris sotto il cuscino per assorbirne l’influenza benefica. Non per niente, dunque, il Naga nelle sue varie forme, veniva spesso scelto anche come ornamento della lama stessa.
Altri elementi posti sulla lama contribuiscono ad aumentarne l’energia. Basta nominarne solo qualcuno per rendere l’idea dell’importanza che si attribuisce al potere del kris: il makara , mitico animale acquatico dotato di poteri occulti collegati alla fertilità (nello zodiaco indiano corrisponde al segno del Capricorno), rappresentato a Bali con il corpo di pesce e la testa di elefante; la testa di Bhoma, specie di demone che vigila sul mondo degli esseri umani; la testa di Kala, con un occhi solo, chiamata Bintulu, che salva da ogni male e serve anche ad ottenere protezione spirituale; la fiamma, simbolo dell’illuminazione e della trascendenza e tanti altri.
Le impugnature rafforzano tutte queste energie per mezzo dei materiali particolari con cui vengono eseguite, ad esempio, l’avorio fossile ricavato dal molare fossile di elefante , che ha il potere di vincere le influenze nefaste delle arti magiche. E’ un materiale molto costoso per la difficoltà di lavorazione; il corallo nero, chiamato Akar-Bahar, con fortissime proprietà talismaniche e usato, proprio per questa ragione, anche per collane e braccialetti; i capelli umani che, collocati all’interno dell’impugnatura,costituiscono uno dei materiali più potenti usati per il kris. Sono considerati un’emanazione della forza spirituale del proprietario che permane anche dopo il taglio. Infatti i capelli degli eroi o delle persone di notevole importanza erano conservati e spesso fissati alle corone dei re e dei capi.
Ed infine a Bali, l’isola degli dei, Pulau Dewata, le divinità, i semidei, gli eroi e i demoni, scolpiti come impugnature, rassicurano, rinforzano, proteggono il proprietario di quest’arma veramente unica. Vale la pena, in quest’ambito, nominare almeno Bayu, in sanscrito Vayu, il dio del vento, il grande preferito per le impugnature. Tiene fra le mani il vaso che contiene l’acqua santa, la bevanda dell’immortalità ed è considerato portatore di buona fortuna. Il vaso ha nel mezzo una pietra preziosa che ha lo scopo di aumentare simbolicamente la fortuna portata da Bayu.
Nei foderi ciò che conta è, naturalmente, il legno - kayu - e soprattutto un tipo di legno chiamato Timoho o Timaha o Rimanga (Kleinhovia hospita Linn.) che accresce notevolmente il potere del kris. Il Timoho è un albero speciale, abitato da uno spirito che si manifesta nella grana, macchie, strisce o disegni del legno. Quest’albero viene tagliato solo in giorni particolari determinati dalle regole dell’adat - tradizione -e scelti secondo l’inclinazione dell’albero verso un punto cardinale. Il potere del timoho è diverso secondo il tipo di disegno che si presenta sul legno - pelet -. Uno di questi è il kendit che appare come una striscia e aiuta a sfuggire i pericoli. Più la striscia è sottile più ha valore, e questo tipo di legno veniva infatti scelto per i foderi dei kris di corte ed anche per le impugnature.
A Bali il kayu pelet prende il nome di Purnama Sada ed è considerato un dono degli dei e perciò non viene mai coperto, nemmeno con l’oro, contrariamente ad altri legni dei foderi che hanno coperture in argento, oro o in altri metalli o leghe.
Chi scrive di kris tende ad usare, senza accorgersene, il tempo presente, ma in realtà dovrebbe usare sempre il passato remoto perché ormai il kris non è più l’arma per eccellenza dell’Arcipelago, l’arma senza confronto, il ferro prezioso dall’aura sublime. Ha mantenuto la sua sacralità solo nella mente di pochissimi, per tutti gli altri rappresenta un ottimo affare, l’oggetto giusto da vendere ai turisti o ai collezionisti che ancora credono nel suo potere.
Potete vedere le immagini di una splendida collezione di Kriss, appartenente a Mario Dalmazzo e a Vanna Scolari Ghiringhelli nella sezione Collezioni di "Immagini".
http://www.cigv.it/gallery/
Riportiamo un contributo del sig. Kichen di Bali (Indonesia), conoscitore del mondo magico balinese, ed al quale è stato inviato l'articolo sui Kris. Kichen è un vecchio amico di Mario Dalmazzo, presidente del Cigv Italia, con il quale intercorre da molti anni una corrispondenza amichevole. OLtretutto è proprio Kichen che ha procurato a Mario Dalmazzo due splendidi Kriss che si possono ammirare nella collezione, di cui si è fattoi cenno sopra. La lettera di Kichen è interessante complemento a quanto scrive Vanna Scolari Ghiringhelli nel suo articolo e ci sembra interessante aggiungerlo al testo, come commento vivo ed originale a quanto ella stessa scrive su questa stupenda e poco nota "arma" e sul suo significato che ancora ha nel mondo indonesiano e particolarmente Balinese. Il sig. Kichen è una guida di Bali, individuale e particolare. Ha sempre lavorato con grossi personaggi internazionali come i Beatles, Diana d'Inghilterra, ecc. Ha imparato un pò di italiano, ed è quindi riuscito a leggere l'articolo.
I read the article. It was very interesting. I was so impressed also with your strong interest in continuing to find out deeper information about the background of how a piece of Kris is made, including the power it obtains if the Kris maker is a spiritually powerful man (Empu). I was also impressed with your efforts to introduce to the world, especially to the Italians, to make them understand more about our culture. With my very limited knowledge of Italian language left, I tried to understand the article. I am wondering, if the Krises I sent you in the past, are having criteria to be called "magic Krises" and have supernatural power. In Bali we believe, the magic power of a Kris will continue, if we treat it properly, by making constant offerings to it on auspicious days according to Balinese calendar. Some Krises are still believed to have ability to stop rain during the ceremonial days, or to get rain for the farmers during a long dry season. Many years ago I bought 2 old antique Krises to keep for my family, used during wedding. I have 4 sons and the grooms must have a piece of Kris tucked at the back of the wedding sarong on the wedding ceremony. I don't want to be bothered by the thought whether or not they have magic power, but I just like very much the beauty of "pamor" inscribed on the blade.
Best regards,
Kichen
Denpasar
Bali - Indonesia