PUYA RAIMONDII, MERAVIGLIA
DELLE ANDE
Pianta descritta dal
milanese Antonio Raimondi nel 1867, chiede ora protezione.
Si
chiama Puya raimondii ed
specie fra le pi spettacolari del mondo. Vive a 4000 m.di quota sulle Ande e
la sua scoperta si deve al milanese
Antonio Raimondi, appassionato
naturalista dellOttocento, venerato in Per ma quasi sconosciuto in patria. A
quasi 150 anni dalla sua descrizione, questa pianta sta per correndo un grave
pericolo di estinzione.

Verso
la fine di ottobre del 1867, un uomo risaliva a dorso di mul una remota valle
delle Ande peruviane per cercare una strana pianta della quale gli aveva
parlato il proprietario di una hacienda locale. Si chiamava
Antonio Raimondi, italiano proveniente da quella borghesia colta, romantica e
idealista propria del nostro Risorgimento e che aveva lasciato la sua citt e
il suo paese per sfuggire al clima di restaurazione imposto dal
ritorno degli Austriaci dopo le Cinque Giornate di Milano.
Appassionato
naturalista fin dallinfanzia,
desideroso di emulare le gesta di
famosi predecessori che avevano descritto la natura dei paesi tropicali,
percorreva oramai da sedici anni i deserti, le immensit, delle montagne
andine, le pi selvagge e remote selve di questo suo paese di adozione.
Aveva
percorso migliaia di chilometri a piedi e a cavallo, visitando regioni del Per
sconosciute agli stessi peruviani, riempito centinaia di mappe descrivendo la
geografia, il clima, nuove specie vegetali ed animali, le enormi risorse
minerarie del paese, i resti di antiche e misteriose civilt precolombiane.
Aveva
sopportato ogni genere di fatiche e privazioni, era sopravissuto alle malattie
tropicali, allostilit delle popolazioni andine, alla minaccia delle trib
selvagge dellAmazzonia, per far conoscere al mondo la straordinaria ricchezza naturale
ed archeologica del Per.
Fu
chiamato el Humboldt peruano .
Mentre
arrancava su per la valle del Rio Pachacoto, Raimondi non immaginava che stava
per rendere nota alla scienza una specie vegetale di eccezionale bellezza e
rarit: infatti, pur essendo una pianta molto vistosa e quindi individuabile
anche in lontananza, non laveva mai incontrata durane i lunghi anni
di peregrinazioni in ambiente andino.
Lasciamo
alle sue parole la descrizione della scoperta: Alle falde dei rilievi lungo il fianco sinistro della
valle si osservano, su di un
terreno quasi sprovvisto di vegetazione,grandi ciuffi di foglie spinescenti ai bordi, in mezzo alle quali
si innalza un fusto gigantesco coperto per tutta la sua altezza da dense spighe
florali. E difficile esprimere la sensazione causata dalla presenza di questa pianta in un luogo cos elevato e
freddo, situato a circa 3800 metri
di altezza.

Pi
avanti Raimondi annota: Lesploratore botanico che ha la fortuna di
incontrare queste piante strane e meravigliose nel periodo e della loro fioritura, non pu fare a meno di
fermarsi per qualche tempo a contemplare estasiato uno spettacolo tanto bello.
Avendo
visitato molte volte le desolate estensioni della puna altoandina (la pianura che si trova nella cordigliera al di sopra dei 3700 m slm), Raimondi non si
capacita di vedervi crescere questa gigantesca pianta. Infatti prosegue:La
vista della localit pietrosa dove
cresce questa pianta aumenta ancor pi la mia ammirazione, apparendo
impossibile come questa gigantesca regina della puna possa assorbire
sufficienti nutrienti dal terreno per alimentare uno stelo cos elevato, il cui
diametro supera un piede, e per poter
sviluppare un numero enorme
di fiori che , in un solo individuo, pu superare gli ottomila
Alla
fine della sua estasiata , ma anche particolareggiata descrizione, conclude:Dallesame
di questa pianta meravigliosa fatta sul posto,dedussi che fosse una specie di
Pourretia;e tenendo in considerazione il suo sviluppo in altezza, che arriva
anche a nove metri, la battezzai scientificamente,chiamandola Pourretia gigantea,con il cui nome sar
conosciuta. Il botanico Harms in
seguito la riclassific come una bromeliacea ascrivibile al genere Puya e la denomin Puya raimondii Harms, in omaggio al naturalista italiano.

Qualora
il viaggiatore doggi si trovasse
a visitare nel Departamento di
Ancash la Cordillera Blanca e la Valle descritta da Raimondi, eccezion fatta
per la strada sterrata che risale la valle, ritroverebbe un ambiente immutato
rispetto alle parole di Raimondi.
Chi
scrive ha avuto la fortuna di
vedere in piena fioritura
la stessa popolazione di piante di
cui parla Raimondi, spettacolo sublime e nello stesso tempo assai raro, perch
la Puya una pianta apocarpica, che fiorisce cio alla fine della sua vita,
dopo 40-50 e forse pi anni di crescita e che tende a fiorire in modo massivo e
sincrono in tutte le popolazioni relitte disseminate sulle Ande peruviane. Un mistero fenologico paragonabile
alla fioritura dei bamb!
Altri
importanti aspetti, legati non solo
alla biologia della sua riproduzione ma anche alla sua ecologia e genetica di popolazione, attendono di
essere studiati. Linteresse scientifico per la specie, raro elemento di
biodiversit, quindi molto elevato ed legato a quello estremamente urgente della
sua protezione.
Uno
dei problemi che riguardano la puya rappresentato dagli incendi che abitanti locali appiccano
per favorire il pascolo degli
animali. Molti individui non sopravvivono allincendio. Altri appaiono
deformati e con ridotte capacit riproduttive. Dopo lincendio le rosette di
foglie basali appaiono gravemente
danneggiate e ridotte sulla sommit dei fusti carbonizzati.
Non
si pu rimanere impassibili di
fronte ad un simile disastro ambientale. Negli anni scorsi sono stato promotore
di diversi interventi che hanno coinvolto il Parco Nazionale dAbruzzo, nella
figura dellallora Direttore Prof. Franco Tassi, e la Facolt di Scienze Ambientali dellUniversit Bicocca
di Milano in un Progetto bilaterale
con la Universidad de San Marcos di Lima, in Per.
Entrambe
le istituzioni hanno manifestato in questo modo non solo il loro preciso impegno verso la conservazione di
una biodiversit che trascende i
confini nazionali, ma anche il desiderio di recuperare alla conoscenza e considerazione del suo paese una grande
figura di uomo e scienziato.
Ettore
Grugni