Saliere

Le saliere, frutto della creazione di importanti orafi della tarda Russia zarista del XIX secolo come Ivan Khlebnikov e Pavel Ovchinnikov, fra i quali spiccano anche alcuni collaboratori di Carl Fabergé, provengono per la maggior parte da Mosca e San Pietroburgo e sono soprattutto d’argento.

“La saliera, manufatto comune alle culture contadine di tutto il mondo - ricordano i curatori della mostra - verso la metà dell’Ottocento in Russia si veste d’argento e al valore intrinseco del materiale prezioso si aggiunge l’elaborata interpretazione dei maestri argentieri. Le classi sociali più elevate fanno a gara nel regalare questo piccolo capolavoro dalla spettacolare eleganza e ricercatezza, simbolo di buon augurio e fertilità per i giovani sposi. Così per la prima volta nella storia dell’argenteria russa, l’arte e la vita del popolo diventano modelli artistici. Il classico seggio, legato alla simbologia dell’ospitalità diventa un importante trono, ad accentuare il benvenuto all’ospite, al quale si offre, a tavola, il posto migliore”.

La saliera d’argento a forma di trono diviene un manufatto tipico delle case di alto livello sociale, anche se il suo uso è limitato ad un arco temporale relativamente modesto: dalla metà circa del XIX sec. fino alla Rivoluzione del 1917. Le saliere “a trono” sono molto ricercate dai collezionisti e sono sempre più rare da trovare. I prezzi che vengono richiesti per questi splendidi esemplari sono lievitati di conseguenza e sono apparsi anche dei falsi ovvero manufatti di recente produzione molto simili a quelli della Russia Imperiale. La spalliera del minuscolo trono evoca la classica isba russa con evidente riferimento alla casa come simbolo degli affetti familiari, mentre i decori geometrici simboleggiano la perfezione dell’unione matrimoniale. Spesso sullo schienale o incisi sotto la seduta sono rappresentati un gallo o una gallina a rappresentare la fertilità e l’amore. Però questo augurio non è ostentato all’esterno: appare solo quando si apre il sedile. Le saliere a volte esibiscono, incise o inserite a smalto, verità inconfutabili o detti popolari come: “Mangia pane e sale, però ascolta i consigli” oppure “Senza pane e sale il pranzo è a metà”. Frasi semplici e secche legate alla tradizione popolare e contadina.

Questi pezzi misurano in genere dai tre ai venti centimetri di altezza e molti recano incise dediche o date commemorative, a ricordare momenti particolari che fanno galoppare la fantasia di chi le legge. Particolare è il caso della saliera del 1896 proveniente dall’impresa di Aleksandr Ful’d, recante la scritta XX (ventesimo anniversario), l’incisione della dedica “A sua Serenità la principessa Marija Olimpievna Apakidze da parte di V.A. Tarantin” e la data 1.X.1897. La principessa Apakidze, moglie del consigliere di corte Ivan Davidovič Apakidze, possedeva un atelier di abiti per signora che gestiva insieme a sua figlia. Ed è probabilmente in occasione del ventesimo anniversario dall’inaugurazione dell’atelier che viene regalata la saliera. Con la rivoluzione del 1917 si sono perse le tracce di molte persone ed anche dei beni a loro appartenuti. La principessa Marija era venuta in Italia dove morì nel 1922. In Italia morì l’anno dopo anche sua figlia, sepolta insieme a lei a Roma. E in Italia arriva anche questa saliera, acquistata da un antiquario di Londra nel 1995, quasi a volersi ricongiungere idealmente con la sua proprietaria.

A proprosito di Saliere, si segnala che un’intera mostra dedicata alle saliere, oggetto di antica tradizione che affascinò persino il celebre orafo e scultore fiorentino Benvenuto Cellini, viene presentato al Museo delle Icone Russe di Peccioli. Sono in mostra i duecento capolavori (tutte saliere a trono) dalla collezione privata di Giuseppe Berger. La mostra è ospitata in Palazzo Pretorio dal 10 giugno fino al 10 dicembre 2006. La Mostra è denominata "Saliere a trono dalla Russia imperiale"