RACCONTO DI UN VIAGGIO FUORI DAGLI SCHEMI
VOLONTARIATO ALLE ISOLE SALOMONE

di Maria Teresa Maslowsky CIGV Milano


Sono sempre stata contagiata dal desiderio di viaggiare ed ho anche orientato il mio lavoro sui viaggi e sui soggiorni all’estero.
Appena conclusa la mia attività, ho voluto realizzare una grande aspirazione: avere una più approfondita conoscenza di popoli lontani e portare un contributo personale.
L’occasione mi si è presentata per caso durante una riunione del GIGV di Milano.
Fiammetta Positano era appena tornata dalle isole Salomone ed aveva conosciuto don Luciano Capelli, capo missione dei Salesiani di Don Bosco.
In quel periodo don Luciano era in Italia a trovare la famiglia e a cercare fondi: così ho potuto incontrarlo ed ho anche scoperto che stava cercando volontari che lo potessero aiutare in quella terra lontana.
Aveva appena acquisito un ampio terreno e stava sviluppando il progetto di una scuola professionale che mettesse i ragazzi di strada in grado di essere autonomi.
Ho subito accettato con entusiasmo, e con una mia amica sono partita per questa nuova avventura.
Il compito da me svolto nell'isola di Guadalcanal era di insegnare alle ragazze ed alle donne dei villaggi taglio e cucito.
Il vivere insieme a questa gente mi ha permesso di conoscerli a fondo e di imparare da loro come si può vivere serenamente senza tutte le cose che noi riteniamo indispensabili.
La mia giornata volava in un’attività frenetica: le mie venticinque allieve del primo anno erano fornite solo di buona volontà ma non avevano mai preso un ago in mano.
Alla sera il nostro riposo era allietato dalla loro allegria ed i loro canti, e nei giorni di festa don Luciano Capelli ci portava a visitare gli otto villaggi della parrocchia.
Questa visita rappresentata un grande evento per i locali che non erano abituati ad incontrare gente di altri paesi. L'agguato dei guerrieri che uscivano all'improvviso dal "bush" era il loro “custom welcome”: in tempi passati esso aveva un significato ben diverso, ma ora era l’inizio dei festeggiamenti.
Il cerimoniale era preparato minuziosamente e proseguiva con canti di benvenuto e l’offerta di collane di fiori. In seguito tutto il villaggio in fila indiana passava a stringerci la mano.
Ogni villaggio era per me una scoperta della bellissima natura incontaminata, del valore della gente, della loro semplicità, onestà e gioia di vivere con quello che avevano, che ai miei occhi era ben poco.
La festa continuava con un ricco pranzo le cui vivande erano in parte portate del sacerdote, ma cucinate alla loro maniera, scaldando le pietre.
Durante il pranzo venivamo intrattenuti da una musica di flauti e di originali strumenti fatti di canne di bambù.
Lasciavamo a malincuore il villaggio perché le canzoni e i visi erano diventati tristi nel momento del congedo.
Don Luciano ha una forza comunicativa eccezionale e riesce a portare avanti con il sorriso e la persuasione un compito molto impegnativo.
Ben lo sanno gli abitanti di Tirano, sua città di origine, che lo amano e lo aiutano sia finanziariamente che dedicando a gruppi le loro vacanze e le loro energie allo sviluppo dell’opera di costruzione di scuole per la missione.
Il risultato di questo lavoro è che 150 ragazzi frequentano i corsi professionali di meccanica, falegnameria e agricoltura. Attualmente questa è l’unica scuola a Guadalcanal, e si prevede un ampliamento fino ad accogliere 400 ragazzi.
Sono già attivi in otto villaggi gli asili frequentati da 250 bambini.
Si prevede in futuro che Don Luciano, che è un vero manager sognatore ma anche realizzatore, metta in cantiere un ospedale che serva un comprensorio di 9.000 persone, ed un’infermeria per dei villaggi di montagna difficilmente accessibili abitati da 2.000 persone.
L’esperienza di vita tra questa gente è stata entusiasmante al punto che ho voluto ripetere per un secondo anno il mio volontariato e ho in animo di tornare ancora fra quella gente.
Il messaggio che mi sento di trasmettere ai soci del CIGV è di includere almeno una volta in un viaggio, una parte dedicata all’aiuto ed alla solidarietà di genti ricche di valori interiori ma con una grande necessità di crescita.
Un mio pensiero va anche ai giovani della nostra società che hanno tutto a disposizione ma mancano di incentivi e umanità: fare un’esperienza umanitaria li arricchirebbe di nuovi valori.

Qualche notizia in sintesi sulle Isole Salomone, soprannominate “Happy Islands”.

AREA GEOGRAFICA
Con una superficie di 27.566 Km2, le Isole Salomone sono la seconda più grande nazione nel centro-sud del Pacifico se si escludono Australia e Nuova Zelanda. La più grande è Papua Nuova Guinea.
Si tratta di un arcipelago di corallo e di roccia.

Popolazione
E' la terza nazione per popolazione nel centro-sud del Pacifico con 414.335 abitanti (censimento del 1998) subito dopo Papua Nuova Guinea (4.500.000) e Fijii (801.543).
La nazione consiste di 992 isole di cui solo 347 sono abitate. Le maggiori isole sono Guadalcanal, Choiseul, Santa Isabel, New Georgia, Malaita e Makira. Confina a Sud con Vanuatu e ad Ovest con Papua Nuova Guinea.
Indipendenti dall'Inghilterra dal 1978 di cui erano protettorato, le Isole Salomone sono una nazione di villaggi dove il "custom law" (la legge tribale) vige ancora ed il capo villaggio ha grande autorità. Gli uomini prendono le decisioni, i giovani e le donne seguono senza discutere.

La Lingua
La lingua ufficiale è il Pijiin che è parlata dalla maggioranza. Ci sono poi altre settanta lingue locali. Nella stessa parrocchia ci sono a volte diverse lingue. La popolazione è di religione Cristiana al 95%, suddivisa in vari gruppi: la Chiesa di Melanesia (Anglicani) (40%), cattolici (20%), metodisti (20%), evangelici, avventisti e altri gruppi.

Il clima
Le Isole Salomone hanno un clima tropicale caldo e umido. Le temperature variano da 25 a 33 gradi. Ci sono frequenti piogge e tifoni specialmente nella prima metà dell'anno. Da maggio a dicembre il clima è più secco e temperato.
Le foreste tropicali coprono il 79% della nazione, con tutte le bellezze naturali che la foresta porta con sé, come le 150 specie di uccelli. Gli splendidi fondali dell'oceano offrono esperienze uniche agli amanti dello "scuba diving".