Con questa nota Adriana Macchetta vuole ricordare l’azione umanitaria che la nostra Fiammetta Positano, con l’aiuto e l’appoggio di numerosi soci del nostro club, con la costanza e l’intraprendenza che sono le sue caratteristiche, è riuscita a realizzare risolvendo un piccolo, in apparenza, ma in realtà grande problema, in un luogo così lontano come le isole Salomone. Ne siamo orgogliosi e ringraziamo quanti hanno contribuito ad attuare un progetto che inizialmente poteva sembrare impossibile e vogliamo anche ringraziare i due volontari che ora sono laggiù a portare la loro opera. Sono i coniugi Francesco Pezzullo, falegname, e Giuseppa De Lorenzo Pezzullo, sarta, che insegneranno il loro mestiere ai ragazzi. detenuti nelle carceri dell’isola. Manterremo i contatti con i due volontari e se qualcuno vuole notizie potrà inviare un messaggio di solidarietà e conforto a don Luciano Cappelli al suo e-mail, che è il seguente: lcappelli@donbosco.org.sb.

VOLONTARI CIGV ALLE SALOMONE
di Adriana Macchetta

Desolazione e disperazione: questa la nostra impressione di Honiara, la scalcinata capitale delle Salomone, sull'isola di Guadalcanal, dove meno di due anni fa ero arrivata con Fiammetta Positano, che tutti conoscete, credendo di fare una vacanza rilassante. Ci trovammo in una cittadina dove non c'era praticamente nulla da fare o da vedere, e perfino la messa era una cerimonia triste, silenziosa. Unico incontro felice, un missionario italiano, don Lucìano Capellì, 54 anni ben portati, "5alesiano per vocazione", come dice lui, un formidabile trascinatore, dico io. Don Luciano ci venne a prendere una mattina col suo fuoristrada contrassegnato dalla scritta "Don Bosco" e da una gigantografia della testa del Santo, del quale lui stesso è praticamente la controfigura. Grazie a lui potemmo conoscere la cittadina e la situazione sociopolitica delle Salomone. Malgrado le sue esperienze di missionario in oriente (30 anni tra Filippine e Papua Nuova Guinea) l'impatto con Honiara era stato per don Luciano un colpo al cuore. La risata cordiale, contagiosa, che lo caratterizza gli moriva in gola. Uomini perduti nel torpore del betel, donne e ragazzi senza il diritto di decidere della propria vita, o solo di esprimere un'opinione. Non c'era futuro nella mente di quei giovani né sorriso sulle loro facce. "La scuola è molto selettiva" ci spiegava don Luciano "e dá borse di studio ai migliori, ma solo il 2% arriva alla licenza liceale. Gli altri vengono buttati fuori e non hanno futuro. Se provengono da un'altra isola dell'arcipelago, poi, non hanno il coraggio dì tornare a casa e vivono in strada, cercando di rubacchiare qualcosa per pagarsi abbastanza birra da ubriacarsi, così si azzuffano finché arriva la polizia che li sbatte in galera. Lì almeno mangiano e dormono al coperto. Quando escono ricominciano da capo". Scuoteva la testa sconsolato. "Se le autorità mi lasciassero aprire una scuola professionale in prigione, tutta a mie spese e con macchinari abbandonati qui da industrie preesistenti, si potrebbe rompere questo circolo vizioso e dare un lavoro ai ragazzi. Ma le pastoie burocratiche sono inimmaginabili e in cinque mesi che sono qui non ho ancora ottenuto nulla, nemmeno a comperare il terreno per costruire laboratori e scuole per i "ragazzi randagi". Spesso è difficile capire a chi appartiene un terreno e i furbi nascono a tutte le latitudini. Ma ci vuole altro per fermare don Luciano che possiede un'arma formidabile, la Fiducia in Dio. Quella minuscola croce che porta addosso, non importa se vesta l'abito talare o le più fantasiose T-short, gli dà una sicurezza che frantumerebbe lo Stelvio. E, soprattutto, trasmette entusiasmo. E l'entusiasmo è la seconda pelle di Fiammetta che appena tornata in Italia ha cercato volontari che andassero alle Salomone per aiutare don Luciano; chiunque sappia fare un lavoro è il benvenuto in quel paese dove bisogna insegnare anche le cose più elementari: fare mattoni, coltivare un orto, allevare animali. In Sicilia Fiammetta non solo ha convinto due persone, un falegname e una sarta, a partire per Honiara ma, facendo appello a tutti i Grandi Viaggiatori italiani, ha raccolto nel Club tante MilleMiglia Alitalia da permettere loro di raggiungere Sidney e tanto denaro da pagare il viaggio Sidney-Honiara. Ma l'Alitalia non ha più aerei per l'Australia e solo per la grande cortesia e buona volontà dei funzionari Alitalia, Fiammetta ha potuto ottenere il passaggio aereo dalla Quantas. Con i due siciliani sono partite anche MariaTeresa Maslowsky, socia Cigv e una sua amica che avranno la preziosa funzione di interpreti e troveranno senz'altro qualche altra cosa da fare. Intanto don Luciano, che si tiene in contatto col mondo attraverso Internet (lcapelli@donbosco.org.sb) è riuscito a comperare un terreno dove creare la sua piccola città della speranza, e con l'aiuto di volontari che recluta da ogni parte del mondo ha costruito un'aula per 50 studenti e officine-scuola per falegnami, meccanici, tornitori, saldatori (più di 30 ragazzi ben educati, volonterosi e motivati, compresi 3 ex carcerati e 4 ex guerriglieri), una casa di incontro per i giovani che imparano innanzitutto ad avere rispetto per se stessi, e una graziosa casetta per i volontari che si alternano alla missione facendo ognuno quello che sa fare o inventandosi un mestiere. "Hanno tanta terra" spiega don Luciano, "ma non hanno vanghe e badili per dissodarla, figurarsi trattori; c'è tanto pesce in mare, ma mancano barche e reti. Ho importato gli strumenti e li presterò a turno ai villaggi vicini. Chi lavora nella missione riceve, come i volontari, vitto e alloggio, ma non denaro perché i guadagni devono essere reinvestiti per pagare tutto quello che manca: le scuole elementari, un pronto soccorso dove si insegnino anche igiene e profilassi per debellare le malattie endemiche come la scabbia, la malaria e le affezioni alle vie respiratorie superiori." Come si vede, qui c'è da fare per tutti. Basta la volontà. E se il tempo caldo-umido toglie le forze o il compito sembra troppo gravoso, basta sentire la risata di don Luciano, ricevere una sua pacca sulle spalle e si riparte di slancio.