collezionare Snuff Bottles
di
Mario Dalmazzo
Talvolta girando fra i banchetti dei mercatini di antiquariato che ormai si trovano in tutti i luoghi e paesi, qualche volta si possono vedere delle graziose bottigliette che il venditore presenta e offre come porta profumi. Sono piccole, in diversi materiali più o meno di recente produzione ma non sono fatte per contenere profumi, sono tabacchiere cinesi, meglio conosciute come “ snuff bottles”. La maggior parte sono copie di recente produzione ed il loro valore è assai contenuto. Hanno un piccolo tappo con inserito un piccolo cucchiaio in avorio o finto avorio e raramente sono pezzi di un certo valore.
Se uno è fortunato può anche trovare qualche buon pezzo, ma bisogna saperlo scoprire.
Le snuff autentiche ormai si trovano solo presso antiquari specializzati e nelle aste importanti o presso i grossi collezionisti. Il loro valore commerciale può raggiungere cifre considerevoli.
Io ho cominciato a collezionarle molti anni fa spinto da un incontro casuale con una simpatica minuta vecchietta che mi introdusse con garbo nel mondo delle snuff e mi attaccò la malattia della collezione. Era in un piccolo negozio della Quinta Strada di New York che allora visitavo sovente per lavoro. Lei si chiamava Peggy. Ricordo la prima che riusci a vendermi: era in agata ed aveva un nome accattivante. Chi l’aveva fatta aveva sfruttato le inclusioni nere del minerale ed il nome era: “cane che abbaia ad una nuvola che nasconde la luna”.
Ma veniamo un po’ alla storia di queste bottigliette. La scoperta dell’America fra le tante cose aveva portato nel vecchio mondo anche il tabacco che cominciò a circolare verso la fine del XVI secolo e nel successivo portato da marinai giramondo invase l’Europa e grandi mercati e fortune vennero fatte con le sue foglie attraverso il loro fumo o polverizzate attraverso il fiuto o la masticazione. Come tutte le cose generò contestazioni e per usarlo molti scoprirono che era anche un medicinale. Polemiche a non finire. Come sempre!
Ma veniamo alla Cina. Non sappiamo molto con certezza, ma agli inizi del ‘700 era soprattutto usato sotto forma di polvere da fiutare; gli Spagnoli realizzarono le prime piantagioni nelle Filippine e di lì esplose in Cina. L’imperatore (Ch’ien Lung) lo proibì, ma i suoi stessi famigliari continuarono ad usarlo con grande piacere.Proprio in Cina si confezionavano i medicinali in piccole bottigliette di ceramica per conservarli ed ecco che si cominciò ad usare la polvere di tabacco come medicinale e quindi fu accettato e giustificato e venduto in queste bottigliette che diverranno poi le” snuff bottles”.
Tutta questa storia l’ho semplificata e chiedo scusa della sua imprecisione ma a me importava dare una idea di come sono nati questi piccoli capolavori che l’alta abilità degli artigiani cinesi e la raffinatezza della vita di corte imperiale trasformò in veri capolavori. Fu sotto il regno del grande Qiaulong (Ch’ien Lung) che l’arte delle snuff bottles raggiunse il massimo dello splendore. Le snuff divennero un oggetto di scambio di regali fra nobili, diplomatici, alti funzionari e molte di esse persero anche la loro funzione per diventare veri e propri gioielli. Gli europei le scopersero e cominciò la loro ricerca e l’importazione. Si formarono e si disfecero grosse collezioni fino ai nostri tempi. Ricordo che un giorno a New York fu messa in vendita a varie riprese esemplari di proprietà del famoso attore francese Maurice Chevalier. Ormai le grandi case d’asta come Sotheby e Christie organizzano tornate d’asta speciali di Snuff ed inoltre a Filadelfia è sorta una Associazione “The international Chinese Snuff Bottle Society” di collezionisti di tabacchiere cinesi della quale anch’io sono stato socio.
La famosa rivista di Hong Kong “ Arts of Asia” non manca mai di pubblicare articoli sulla materia. Qui come esempi vi proporrò alcune foto di pezzi di particolare interesse.
Ora vediamo un pò le principali tipologie dal punto di vista dei materiali impiegati.Come ho detto la ceramica nelle sue varie forme, terracotta, grès e porcellana con i più vari tipi di decori, fino agli intarsi, sono forse la categoria più vasta anche perché come ho detto le prime bottigliette usate erano in realtà flaconcini per medicinali. La porcellana , come è noto, è nata in Cina e lì ha raggiunto i vertici della raffinatezza e specializzazione. Ci sono pezzi formati e scolpiti, traforati, in biscotto o smaltati, sotto o sopra vernice, craquelès o abbelliti da riporti in metallo prezioso e non è qui il caso di scendere in ulteriori dettagli. Alcune bottigliette perso il loro carattere di flaconcino, assumono l’aspetto di figurine, animali o frutti.
L’altra importante categoria costituita da quelle ricavate da pietre speciali, minerali teneri o durissimi, come la giada, il quarzo. l’ ametista, il calcedonio, il cristallo di rocca ed altre pietre semipreziose come il turchese il lapislazzuli ed altre pietre dure che vengono lavorate con estrema precisione e scavate fino ad ottenere uno spessore sottile, il tutto operando dal piccolo foro che costituisce l’apertura della bottiglietta.
Fra i vari minerali la giada occupa un posto di eccellenza come d’altra parte è d’obbligo nella cultura cinese. Le tabacchiere in giada sono fra quelle più preziose e ricercate. “In tutti i tempi - dice Confucio - i sapienti hanno paragonato la virtù alla giada. Ai loro occhi la lucentezza e la brillantezza della giada rappresentano la virtù e l’umanità”. Per i cinesi, la giada era la sostanza più preziosa ed il possederla e portarla su di sé indicava un attributo di nobiltà. La corte imperiale aveva interdetto ai ranghi inferiori di portare oggetti di giada. Lo stesso può dirsi per un altro materiale della stessa famiglia della giada, la nefrite che spesso vien confusa con essa anche se mineralogicamente sono due diversi materiali. Tutti e due, questi minerali, hanno un aspetto particolare di lucentezza e translucidità, nelle loro varietà cromatiche che vanno dal bianco puro al rosa, azzurro, marrone, verde( famoso il vere spinacio) prima fra esse la giada imperiale. Comunque caratteristica della giada e della nefrite è la loro durezza inconfondibile con le altre pietre similari. Dovremmo parlare degli altri minerali preziosi e semi preziosi o comuni e l’argomento richiederebbe pagine e pagine e mi limiterò a citarne alcuni come le tante varietà dei quarzi, dall’ametista al citrino, dal quarzo blu al bruno fino all’occhio di tigre ed ai quarzi con particolari inclusioni capelliformi e tutte le varietà del calcedonio e la già citata agata in tutte le sue varietà e colorazioni.
Fra i materiali organici, uno dei più curiosi e più sicuramente rari è il cosiddetto” hornbill-ivory”, come lo definisce Lilla S.Perry, una delle più esperte conoscitrici delle snuff. Dice la Perry nel suo libro, “Chinese snuff bottles, the adventures and studies of collector”:”le snuff bottles in hornbill-ivory sono così rare che molti grandi collezionisti non ne posseggono alcuna”. Questo materiale è ricavato da una protuberanza del becco di un uccello che ormai da più di oltre duecento anni è scomparso per la caccia spietata che gli è stata fatta proprio per questa sua particolarità. Viveva solo nell’isola di Sumatra.
Nelle foto ne illustro tre esemplari che la fortuna mi ha messo tra le mani. Non dimentichiamo il corallo, la madreperla, l’avorio, l’osso, e l’ambra il più leggero fra i vari materiale che i cinesi considerano come l’emblema della longevità.
Una tipologia interessante ed attraente per i collezionisti è quella delle bottigliette in vetro od anche in materiale minerale trasparente, chiamate “Inside painted”, perchè dipinte, con soggetti vari, nell’interno del flaconcino stesso. Sono in verità dei capolavori di pazienza ed abilità incredibile se si pensa che, utilizzando la tecnica della pittura invertita, attraverso il piccolo foro della bottiglietta, il pittore riesce a dipingere sulle pareti interne, scene e scritte con vari colori, rappresentazioni di ogni tipo, poesie nella complessa calligrafia cinese con una precisione assoluta, il tutto operando attraverso un foro di pochi millimetri nello spazio ristretto dell’interno di una bottiglietta non più alta generalmente di cinque centimetri. Vengono così creati dei veri capolavori che già sarebbero difficili a realizzare in superfici aperte. Certi autori hanno raggiunto una grande notorietà e la loro firma è ricercatissima ed hanno stabilito scuole celebri. I primi esemplari rimontano ai primi anni del 1800 ma autori attuali, ricercatissimi, sono tuttora viventi. Usando spesso colori ad acqua appare evidente che queste preziosi oggetti non possono essere usati a contenere alcunché col rischio di perdere piccoli capolavori. Non è il caso di insistere oltre su questo argomento per i limiti imposti ma non posso dimenticare l’uso del vetro come imitante di tanti altri materiali, dalla giada al quarzo ed un'altra categoria particolare delle snuff in vetro costituito da vari strati di differenti colori e trattato con la tecnica del cammeo per ottener effetti particolarissimi di disegni originali.
Vorrei che questa mia breve chiacchierata e le illustrazioni riportate in “Immagini”, spingessero la curiosità a cercare, vedere e studiare questa piccola ma grande forma di arte come è accaduto a me tanti anni fa.
Potete vedere le immagini di una splendida collezione di Snuff Bottles, appartenente a Mario Dalmazzo nella sezione Collezioni di "Immagini".
http://www.cigv.it/gallery/