Dante Fangaresi
Nella primavera del 1944 , all’età di vent’anni, Dante Fangaresi ha vissuto una dura vicenda da lui narrata in un libro autobiografico pubblicato cinquanta anni più tardi, nel 1994, col titolo “ DIECI SETTIMANE A SAN SABBA”, (ripubblicato nel 2003, da Edizioni Polistampe, Firenze, in seconda edizione con appendice). Ciò che ha reso tale libro-documento particolarmente richiesto da archivi storici e biblioteche pubbliche è il fatto che in esso vengono descritte, fra l’altro, le vicende di un gruppo di giovani che finirono in una trappola infernale quale fu la Risiera di San Sabba a Trieste. Da quell’inferno egli, con un suo amico, riuscì fortunosamente a fuggire. Al di là del suo valore come testimonianza, e cioè dell’unica motivazione per la quale era stato scritto, il libro ha riscosso un successo anche letterario che è andato ben oltre le aspettative dell’autore, avendo positivamente coinvolto e avvinto lettori e lettrici di ogni età e di ogni tendenza.
Nel 1948 si è laureato presso la Facoltà di Ingegneria Civile del Politecnico di Milano e da allora ha sempre esercitato, in questa città, la libera professione e l’attività imprenditoriale nell’edilizia abitativa.
Nel 1955 ha sposato Clara dalla quale ha avuto due figli: Dario, dottore commercialista, e Barbara, pittrice, che gli ha dato una nipotina, Susanna, che ora ha tredici anni. Tra i suoi hobby vi è la bibliofilia: è socio dell’Aldus Club. Parallelamente all’amore per i libri coltiva anche, da circa venti anni, la passione per gli “ex libris": è ora vicepresidente dell’A.I.E. Associazione Italiana Ex libris, collegata con le analoghe associazioni exlibristiche di tutto il mondo. Circa sessanta “ex libris", fatti eseguire dai migliori artisti incisori, sono a lui personalmente intestati ; i soggetti di questi ex libris sono i più vari. Alcuni hanno come soggetto “Ulisse” e “Il viaggio”.
Da sempre i viaggi sono una sua passione ed è per questo che volentieri ha accettato da Mario Dalmazzo, nel 1989, l’invito a far parte del CIGV, Club International des Grands Voyageurs. A tutt’oggi, autunno 2003, i paesi da lui visitati sono un centinaio. Il viaggio è da lui concepito non solo per conoscere nuovi luoghi e nuove popolazioni, ma anche per soddisfare i suoi hobby preferiti. E’stato a Praga, a Bratislava e a San Pietroburgo per partecipare a congressi mondiali di exlibristica e fare diretta conoscenza con i più grandi artisti grafici del ramo. In Kenya, Tanzania, Botswana e Sud Africa per fotografare gli animali della savana. Quattro volte in Venezuela per fotografie naturalistiche. Alla Réunion e in Portogallo per seguire i congressi mondiali del CIGV. In Australia per la Convention Internazionale del Rotary, in Grecia, Egitto, Persia, Siria, Cina, India, Birmania, per esplorarne le meraviglie archeologiche. Ai Caraibi, alle Seychelles e a Bali per godere anche di quelle bellissime spiagge. Alcuni viaggi compiuti in compagnia dell’amico Nardo Giardina di Bologna sono stati tra i più avventurosi e indimenticabili: la ricerca del gorilla di montagna nel Bwindi Impenetrable Forest National Park in Uganda , il viaggio in Burkina Faso, nel paese dei Dogon e in Mali a Timbuctu, quello nelle ex repubbliche sovietiche del Turkmenistan e dell’Uzbekistan, lungo la “via della seta” sulle orme di Gengis Khan e di Tamerlano, per ammirare quei musei all’aria aperta che sono Khiva, Bukhara e Samarcanda, e anche quelli per azioni di tipo umanitario (Cambogia e Etiopia), al servizio di associazioni private.