GIAVA -  DIENG PLATEAU

di Mario Dalmazzo

Indonesia,  Giava, l’isola dei vulcani e degli Dei, Dieng Plateau. Siamo nel centro della grande isola, e vi si arriva con una strada che, partendo da Jogiakarta sale verso l’altopiano attraverso paesaggi sempre più montani verso i 2500 metri di altitudine. Quello che vien chiamato Dieng Plateau è il cratere di un grande vulcano, tanto grande che a prima vista non  si percepisce come tale, ma le fumarole lungo la strada, l’odore aspro di zolfo ed il lago Telata Warna dalle acque dei colori dell’arcobaleno continuamente cangianti, che si  incontrano lungo la strada, danno al paesaggio un aspetto insolito, quasi infernale, che spiega come gli antichi abitanti abbiano sentito tutto ciò come segno ed opera del Divino e come abbiano costruito lassù, in un ambiente tanto ostile, i segni della loro devozione. Nel largo piano del fondo cratere ecco i  templi indu dedicati a Shiva: Chandi Puntadeva, Chandi Sembadra, Chandi Arjuna ed altri minori, oltre al bellissimo Chandi Bima che si incontra più in basso e che, secondo la tradizione, una ripetuta deambulazione attorno ad esso ottiene la realizzazione dei  desideri.
I Chandi sono i resti di molte decine di costruzioni indu che datano dal VII sec. al IX d.C., ormai distrutte dai frequenti terremoti. Ancora nel millesettecento ne rimanevano circa una quarantina. Oggi sono ormai cinque o sei.
Nel Plateau un vento continuo porta folate di vapori e nebbie che fanno apparire e sparire le cuspidi dei templi, in una atmosfera che ha dell’esoterico o magico. Sulle pendici il villaggio.
Dieng Plateau non è un luogo molto visitato dalle correnti turistiche ma io lo propongo come un luogo assolutamente insolito, e per la natura, e per questi ultimi testimoni di un mondo scomparso, che va svanendo anno dopo anno. Vale la pena di essere visto.